All the (Shakespeare) world’s a stage…

Mi pare incredibile che mi ci siano voluti quasi quindici anni prima di avere il coraggio affrontare Shakespeare a teatro e in lingua originale, ma mica roba da ridere: è come far leggere Dante ad un forestiero!

E cosa meglio del Globe Theatre, la magica wooden ‘O’ , la O di legno di Shakespeare per un’esperienza di questo tipo? E anche se il Globe in questione non è quello originale, ma quello riscostruito per volontà dell’attore e regista statunitense Sam Wanamaker e finito nel 1997, quando ormai Wanamaker era scomparso non importa: il feeling è lo stesso.

Globe Theatre, London. Photo by Paola Cacciari
Globe Theatre, London. Photo by Paola Cacciari

Ho iniziato con Macbeth. Naturalmente, da brava secchiona quale sono, mi sono preparata: ho riletto la tragedia in italiano prima per rinfrescarmi la memoria eppoi di nuovo, in English. E fedele allo spirito del Globe, ero in platea, tra i groundlings come venivano chiamati coloro che frequentavano il Globe Theatre nei primi anni del XVII secolo – coloro che troppo poveri per pagarsi un posto a sedere in uno dei tre livelli del teatro (e in questo nulla è cambiato dalla prima meta del XXI secolo…), potevano guardare lo spettacolo per la modica somma di un centesimo dallo yard, il “cortile”, posto appena sotto il palco. 

Ora il biglietto in piedi costa £5: meno di un pacchetto di sigarette o di una pinta di birra in uno dei trendy pubs di Soho. Il prezzo è aumentato, ma lo spirito del Globe è rimasto. Certo, in piedi nella fossa è scomodo, che non ci si puo sedere se non durante l’intervallo, ma è assolutamente elettrizzante: gli attori (rigorosamente in costumi elisabettiani) sono talmente vicini che pare di poterli toccare con mano. E infatti a volte li si puo’ toccare visto che a volte scendono tra il pubblico… 

Adoro Shakespeare. E vederlo rappresentato in lingua originale è elettrizzante (un po’ come leggere Dante in italiano insomma…) tanto che quando e’ arrivato il momento di uno dei piu’ famosi soliloqui scritti da Shakespeare, quello in cui Macbeth si lancia nell’Atto V alla notizia della morte della sua compagna di vita (e di crimine) Lady Macbeth avevo la pelle d’oca per l’emozione…

“She should have died hereafter;
There would have been a time for such a word.
— To-morrow, and to-morrow, and to-morrow,
Creeps in this petty pace from day to day,
To the last syllable of recorded time;
And all our yesterdays have lighted fools
The way to dusty death. Out, out, brief candle!
Life’s but a walking shadow, a poor player
That struts and frets his hour upon the stage
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury
Signifying nothing.”

— Macbeth (Act 5, Scene 5, lines 17-28)

E dopo l’esperienza folgorante di Macbeth, non riuscivo a rassegnarmi al pensiero di dover attendere la prossima primavera per tornare Globe e in Ottobre sono riuscita ad vedere una delle ultime rappresentazioni di A Midsummer Night’s Dream prima che finisse la stagione. Meraviglioso. Sono trascorsi quasi 450 anni, ma the Bard continua ad incantare…

2013 ©Paola Cacciari

4 pensieri riguardo “All the (Shakespeare) world’s a stage…

  1. Sei ammirabile, io invece, che non vado al di là delle specialità locali, sto ruminando di darmi ai Promessi Sposi, mi ha aizzato una splendida trasmissione TV, splendida – incredibile ma vero – e RAI naturalmente, che le Reti concorrenti a cominciare da quelle dell ‘Innominabile (e troppo ancora nominato)… lasciamo perdere.
    Solo che non ho la tua (mi inchino) tenacia e corollario di doti che evito di citare (sembrerebbe piaggeria… brrrr!)

    Piace a 1 persona

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