Banksy contro Brexit

E’ durata solo poche ore l’ultima opera attribuita a Banksy, il popolare street artist inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta. Autore di centinaia di murales contro il capitalismo in tutto il mondo, l’artista ha disegnato sul ponte abbandonato di Scott Street a Kingstone upon Hull, nel Nord del Inghilterra, un bambino con uno scolapasta come elmo, quella che sembra una spada di legno in mano e sopra la scritta ”Draw the raised bridge”una frase che è stata letta come un messaggio contro gli elettori che hanno votato la Brexit, cancellando di fatto il ponte tra la Gran Bretagna e il resto dell’Europa. Inutile dire che il murale è diventato subito oggetto di pellegrinaggio da parte di cittadini e curiosi in genere, ma è stato poco dopo rovinato e imbrattato con della vernice – a dimostrare il livello di rabbia e frustrazione scatenati dall’argomento Brexit.

Non è la prima volta che Banksy ha espresso con i suoi murales la sua opinione (molto critica) sull’uscita del Regno Unito dall’Europa. Nel Maggio del 2017 un graffito rappresentate un uomo intento a cancellare a colpi di scalpello una delle stelle dell’Unione Europea è apparso nei pressi del terminal dei traghetti di Dover, il porto sulla Manica famoso, oltre che per il suo castello e per le bianche scogliere, per collegare l’Inghilterra con Calais in Francia e quindi con il reso dell’Europa.

L’articolo originale su Repubblica

9 pensieri riguardo “Banksy contro Brexit

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.