I diari del COVID-19 #5

Oggi mi sono alzata tardi. Lo faccio speso ultimanente. Metto la sveglia presto e trascorro la mattinata a letto, caffè, biscotti alla mano, a leggere e a guardare documentari, balletti e sceneggiati scaricati sul computer, cortesia della BBC e di YouTube. Che, come succede da quasi due mesi a questa parte, non devo vedere nessuno e non devo andare da nessuna parte. Posso indulgere nei miei passatempi preferiti e lo posso fare senza sentirmi in colpa.

Ma io sono un’introversa, e questa quarantena ha cambiato di poco la vita mia quotidiana. Mi piace passare tempo nella mia testa, avere tempo per pensare e, soprattutto, avere il controllo sulle mie interazioni sociali. Non che non mi manchino i miei amici e la mia famiglia, inclusa quella adorabilmente disfunzionale del Museo. E mi mancano tutte quelle iniezioni di vita reale che fanno parte della mia routine quotidiana, come vedere mostre, sedere al parco, e visitare la Royal Opera House. E Londra. Il camminare senza meta per le strade di Londra con il naso all’insu’ e scoprire ogni volta qualcosa di nuovo.

Ma me la passo decisamente meglio dei i miei amici/ colleghi più estroversi, costretti dalla quarantena ad andare contro la loro natura sociale e gregaria. Per loro è un momento durissimo che neppure i molteplici aperitivi su Zoom sembrano alleviare. Li capisco, che anch’io darei di matto se, dal giorno alla notte il Governo decidesse che tutti devono socializzare incessantemente. Il solo pensiero di non avere la possibilità di starmene da sola a farmi i fatti miei e ricaricare le batterie almeno qualche ora al giorno mi fa venire la nausea. Ancora adesso devo giustificare ad amici e parenti il mio amore per la pace e la tranquillità e spiegare che sto benissimo, non sono malata o depressa, ma semplicemente “quieta”.

Ma dico io, ci voleva una pandemia per obbligare la società ad adottare un modo di vivere progettato quasi esclusivamente per gli introversi? Chissà forse è un’occasione per tutti per staccare la spina, e imparare  a sentirsi a proprio agio con i propri pensieri un po’ più spesso.E imparare a non averne paura.

2 thoughts on “I diari del COVID-19 #5

  1. La tua confessione (who’s who) l’hai cancellata di là ma io l’ho letto di qua, ma tranquilla, non dirò niente di quello che ho letto a Mrs.Garrick. Oddio, non che la tua confessione riveli niente di particolare e tale da sconvolgere, anzi, ma ritenendo la privacy sacra, deciderai quando e come e se, condividere elementi di te alla suddetta Mrs. È tutto per oggi, domenica sottovuoto a Milano, con la gente che mostra di esserci solo in coda al supermercato per uscirne a carrelli stracolmi che avessero un TIR… sicuramente traboccherebbero anche quello. See You soon 😉

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    1. Eccola Guido la mia “confessione” puccblicata oggi per sbaglio (ma ieri avevo gia’ spento il computer e non mi andava di riaccennderlo! 😉) chi mi conosce non sara’ sorpreso neanche un po’… meno che meno il caro Sig Ebby!

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