I diari del COVID-19 #9 (Neologismi)

Cosa affascinate la lingua: malleabile e sempre in sintonia con i tempi. E anche in piena pandemia la lingua svolge la sua funzione di testimone sociale.

Tra i brillanti neologismi che il COVID-19 ci lascerá in ereditá (alcuni dei quali letteralmente traducibili in italiano) ci sono verbi come “Doomscrolling” (doom+scrolling) coloro che consumano in modo ossessivo in uno sforzo di assorbire quante più notizie deprimenti sulla pandemia nel tentativo di deprimersi ancora di più, “CovideoParty” una festa su qualche piattaforma virtuale, come HouseParty per esempio, “Quarantini” (quarantine+Martini), ogni tipo di aperitivo o bevanda alcolica sorseggiato a casa mentre si chiacchiera con gli amici su ZOOM.

Ma la mia preferita, soprattutto perché la più utile è “Covidiot” (In italiano, Covidiota) colui che accumula carta igienica, esce quando non è necessario, ed infrange le regole di allontanamento fisico richieste dal Governo per andare al mare o prendere il sole al parco. O, in alternativa, qualcuno che va al mare o al parco a scattare foto di persone al mare o al parco che infrangono le regole di allontanamento fisico e svergognarle sui social media per essere andate al mare o al parco.

Il termine “covidiot” è apparso per la prima volta il 16 marzo nel dizionario online dedicato ai neologismi Urban Dictionary. Secondo il dizionario, Covidiot è “Qualcuno che ignora le avvertenze relative alla salute pubblica o alla sicurezza.” Il 22 Marzo invece l’hashtag #covidiot è apparsa su Twitter in riferimento ai tipi di comportamento sbagliato legati all’infrangimento delle regole di allontanamento fisico.

Il non prendere sul serio una pandemia globale è una cosa gravissima e lo svergognamento online è certamente una punizione efficace per i recidivi e un avvertimento per dissuadere i potenziali ‘criminali’. Da sempre l’umiliazione pubblica è stata usata come forma di punizione e, dopotutto, andare in un luogo pubblico affollato, accumulare pasta, carta igienica e paracetamolo, significa mettere  repentaglio la vita di altre persone.

Tuttavia, mi chiedo, come sia possibile che ancora nel XXI secolo il puntare il dito contro gli altri sia ancora l’unico modo per cambiare un comportamento sociale, soprattutto durante una pandemia in cui aggiungere ulteriore ansia ad quella già esistente è l’ultima cosa di cui ci sia bisogno. Questo prendersela gli uni con gli altri come bambini, incolpando gli individui per le misure incoerenti e confuse attuate dal Governo, è davvero l’unica cosa che ci è rimasta?

2020 ©Paola Cacciari

Lev Tolstoj

Il segreto della felicità   non è di far sempre ciò che si vuole,   ma di voler sempre ciò che si fa     Lev Nikolàevic Tolstòj nacque il 9 settembre 1828 a Jàsnaja Poljana, la tenuta in cui visse, operò e fu sepolto, situata a circa dodici chilometri da Tula, città della […]

Lev Tolstoj

I diari del COVID-19 #8

Il cosidetto Cummings-gate non è finito qui. Mercoledì scorso, Emily Maitlis, popolare giornalista televisiva alla BBC da quasi vent’anni, aveva aperto l’edizione serale del suo programma Newsnight dicendo che Dominic Cummings aveva violato le regole della quarantena. Tutto il paese l’aveva capito, ed che era sorprendente che il Governo lo negasse, ha continuato la giornalista, aggiungendo che in questo modo Downing Street non solo ha fatto passare per stupidi coloro che invece hanno fatto di tutto per rispettarle le regole, ma che ha dato ad altri il pretesto per violarle. Ha concluso che con più a lungo i ministri e il primo ministro contunueranno a dire alla nazione cheCummings ha rispettato le regole, piu’ grande sarà la rabbia per questo scandalo. Uh! Go On Girl !!!

Un editoriale del Financial Times pubblicato mercoledì sostiene che l’opinione pubblica abbia ragione a essere arrabbiata per i comportamenti di Cummings, e che sia stato poco saggio da parte di Johnson fare finta di niente. Non solo perché per difendere Cummings il Primo Ministro ha specato molta della sua credibilità (che già non era altissima dopo il COVID fiasco del come è stata gestita la crisi sanitaria), ma anche perché ora sarà più difficile fare rispettare le regole di distanza sociale.

Inutile dire che l’insolito monologo d’apertura della Maitlins è diventato virale, e sebbene apprezzato da molti (tra cui la sottoscritta), è stato criticato da molti politici conservatori, e anche da alcuni giornalisti, che hanno ritenuto la presa di posizione della collega eccessiva e non conforme alla tradizionale imparzialità dei notiziari della BBC, che l’ha prontamente richiamata. Una decisione quella dell’emittente televisiva, accolta con una certa sorpresa e molte critiche, tanto da giornalisti che politici Laburisti.

Il fatto che, la serata successiva, la Maitlis sia stata sostituita alla conduzione del programma dalla giornalista Katie Razzall, ha scatenato l’immaginazione collettiva, fornendo allo stesso tempo a Downing Street la distrazione necessaria per allontanare l’attenzione del opinione pubblica da Cummings e le sue peregrinazioni in lungo e in largo per l’isola.

Il comunicato della BBC afferma che la Maitlis ha violato le regole di imparzialità della rete, e che le sono state ricordate le linee guida da seguire. E fin qui ci siamo: ogni corporazione ha linee guida che vanno seguite, pena severi richiami (anche il museo ne ha molte). Ma il fatto che lei sia stata richiamata e Cummings no, rende l’azione di quest’ultimo ancora più arrogante. La colpa di Emily Maitlins (se si può chiamare colpa) è che ha usato la sua posizione di giornalista conduttrice di un programma molto seguito, per farsi portavoce di coloro che vogliono delle risposte.

Che l’imparzialità tanto sventolata dalla BBC non è forse fare domande e aspettarsi una risposta? Che dopo dopo oltre 38,489 morti accertate, la gente ha il diritto di avere la verità sui fallimenti del passato recente e sui tentativi passi futuri verso una vita post-COVID-19 . Fatti, la gente vuole fatti. Non più verità alternative, ma la verità e basta.

“Che cos’è la verità? disse Pilato e non attese risposta.”

Scrisse nel 1625 il filosofo Francis Bacon. Temo che in questo momento il padre dell’empirismo si stia rivoltando nella tomba alla vista del modo in cui l’oggettività è sia deventata un’opinione, qualcosa di elastico da manipolare aperatmante da personaggi come Bojo e Trump.

Ma Bacon disse anche che “la verità è figlia del tempo.” Vedremo se avrá ragione.

2020 ©Paola Cacciari

 

I diari del COVID-19 #7

“Che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto.”

Così scriveva Luigi Pirandello in Uno Nessuno e Centomila. Che quello che sta accadendo nella politica inglese è qualcosa a metà tra un dramma pirandelliano e una canzone di Mina (Parole, Parole, Parole… ), con una punta di Checkov.

Se in durante la campagna elettorale del 2016 Steve Bannon era per Donald Trump l’equivalente dei left-behind, di tutti coloro che si sentivano abbandonati dall’America e che hanno votato (e probabilmente lo rivoteranno) Trump, Domininc Cummins è per Boris Johnson il paladino dei ‘forgotten British’, tutti coloro che si sono sentiti abbandonati dal Gorverno di Londra e  hanno votato per la Brexit e per i conservatori.

Da quando Boris è diventato Primo Ministro, Cummings è diventato uno dei suoi collaboratori più influenti. Forse il più influente. Un’influenza sinistra la sua, e che sembra tanto assoluta quanto pericolosa, come quella di Rasputin lo era per gli Zar di Russia. E guarda un po’ cosa è successo…

Comunque.

Cummings è stato definito in vari modi: anticristo, sociopatico, pazzo, messia o, più semplicemente nelle parole di David Cameron, come uno “psicopatico in cerca di fama”. Ma per chi segue il suo blog (e pare che che ne sia parecchia di gente che lo fa, anche se non riesco a trovare il numero esatto), in cui la filosofia si intreccia con la robotica, Orson Wells e Bismarck, Cummis è una sorta di genio incompreso.

Amato o odiato (ho una propensione per la seconda opzione), resta il fatto che l’eminenza grigia dell’euroscetticismo britannico, questo Richelieu della corte di Boris Johnson, è certamente uno dei personaggi più influenti della politica britannica dopo Johnson stesso: una sorta di intoccabile che si sente tale e pensa di essere al di sopra delle regole.

E il Cummings-gate che è esploso nei giorni passati lo dimostra. Lo scandalo in questione, che in un altro momento sarebbe stato ridicolo, in questo periodo appare di una gravità senza precedenti. Cummings infatti è accusato di aver violato le regole per contenere il coronavirus viaggiando con la sua famiglia attraverso l’Inghilterra per passare la quarantena (e la Pasqua) a casa dei suoi genitori a Durhan, nel nord dell’Inghilterra, nonostante sia lui che la moglie mostrassero già i sintomi da COVID-19.  Del tipo, “fate come dico, non fate come faccio” per intenderci….

Dopo giorni di polemiche, la settimana scorsa il governo ha organizzato una conferenza stampa nel giardino di Downing Street, la residenza del Primo Ministro, dove un seccatissimo Cummings con camicia aperta e senza cravatta, ha letto con la voce monotona e svogliata di chi è costretto a fare una cosa che davvero non vuole fare, un lungo resoconto dei suoi spostamenti. Alle domande dei giornalisti se era dispiaciuto delle sue azioni, ha risposto con un secco no, ripetendo di non aver violato le regole. Poche ore dopo, in un’altra conferenza stampa, lo stesso Primo Ministro si è rifiutato di parlare della vicenda, spiegando sbrigativamente che tutto ciò che era da dire era già stato detto da Cummings, e ripetendo che non lo avrebbe licenziato.

Dominic Cummings speaks at a press conference in the garden of Number 10 Downing Street © PA

Nonostante molti parlamentari conservatori si siano schierati (più o meno volontariamente) con Cummings pubblicato Tweets in sua difesa, molti altri conservatori (forse spinti dalle decine di lettere di protesta ricevute da parte dei loro elettori) non lo hanno fatto, anzi alcuni hanno ufficialmente chiesto le sue dimissioni. Douglas Ross, un sottosegretario del ministero degli Esteri per la Scozia, ha persino annunciato le sue dimissioni dal Governo, dicendo che non poteva spiegare ai suoi elettori che una cosa era sbagliata se fatta da loro, mentre era giusta se fatta da un consigliere del governo. Il livello di approvazione per Johnson è diminuito di 20 punti in 4 giorni.

2020 ©Paola Cacciari

Teatro e Covid-19: 3 poltrone su 4 tagliate per il distanziamento sociale

La foto è stata al Berliner Ensemble di Berlino. Saranno così le nuove platee nell’era del Coronavirus, per rispettare il distanziamento sociale? E quali saranno quindi le prospettive di vita per i teatri più piccoli? Posti tagliati per garantire il distanziamento sociale, con una o due sedute vicine, così da soddisfare sia i singoli che…

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Circa 2,8 mln al Teatro dell’Opera di Roma e alla Scala di Milano. I teatri privati italiani fondano l’Associazione Teatri Italiani Privati

Sono 2.704.030 euro le risorse stanziate a favore del Teatro dell’Opera di Roma e del Teatro alla Scala di Milano. Nessuna novità, invece, per gli altri teatri. E’ per questo che il settore Privato dello Spettacolo dal vivo denuncia lo stato di crisi e lo fa fondando l’ATIP – Associazione Teatri Italiani Privati. Ecco cosa richiedono e cosa prevederebbe il cosiddetto Decreto Legge Rilancio per il teatro…

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Disease X exhibition online version from the Museum of London

Like many other London museums, the Museum of London has shifted focus to bring first-class online content to visitors at home while our physical doors are closed. A primary strand of this digital programming is publishing objects and stories from some of the museum’s most popular exhibitions from both past and present. The latest instalment […]

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