Trieste. Un romanzo documentario di Daša Drndić

Un altro libro da aggiungere alla mia lunghissima lista… Grazie ancora a Parla della Russia 🙂

PARLA DELLA RUSSIA

Trieste di Daša Drndić è un romanzo dove il dramma personale e quello collettivo sono assolutamente inscindibili. Come suggerisce il sottotitolo, la scrittrice croata porta il lettore dal romanzo al documentario e viceversa, facendolo a volte interrogare su dove si trovi il confine fra realtà e espediente narrativo. Questa riflessione, capire cosa è documentario e cosa è romanzo, non è però necessaria.

La storia di Haya Tedeschi e della sua famiglia è paradigma di quella di tutti coloro che dietro ad un nome hanno una storia, e in Trieste diventa il pretesto attraverso cui Daša Drndić racconta il Novecento, l’orrore delle guerre mondiali e le loro conseguenze sulle vite di ieri e di oggi nella regione del Caput Adriae. La parte centrale del libro è segnata dal lungo elenco di nomi dei deportati dall’Italia. Smettere di leggere quei nomi è non riconoscere quei morti. Ho scelto di includere sia l’immagine della…

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1983: Il mondo sull’orlo del precipizio

A tredici anni ero troppo preoccupata dalla scuola e dalla mia cotta di turno per realizzare in pieno quanto vicini siamo stati ad una guerra nucleare.
Che il 1983 è stato un anno davvero pericoloso, persino più pericoloso del 1962, l’anno della crisi dei missili cubani. Negli Stati Uniti, il presidente Ronald Reagan che non era esattamente il più democratico e sottile degli oratori, aveva aumentato enormemente le spese per la difesa e aveva descritto l’Unione Sovietica come un evil empire, un’impero del male e aveva annunciato il suo programma Star Wars – che non era il film di fanstascienza che mi face conoscere Harrison Ford, ma uno scudo spaziale che doveva difendere gli Stati Uniti dai missili in arrivo. Uh!

9780349143040A fare da contrapposto alla retorica guerrafondaia di Regan, dall’altra parte c’era Yuri Andropov, il leader sovietico, che paranoico com’era vide in tutto questo un segno di aggressione americana. Convinto che gli Stati Uniti volessero davvero attaccare l’Unione Sovietica, Andropov mise allerta il KGB che a sua volta sguinzagliò i suoi agenti per trovare i segnali di un imminente attacco nucleare.

Come spesso accade in questi casi, la fortuna (o in questo caso, la sfortuna…) ci mise lo zampino e, quando il volo KAL 007 della Korean Air Lines, che aveva sbagliato rotta deviando su un’area militare sovietica, fu abbattuto da un jet da combattimento sovietico, il presidente Reagan descrisse questo tragico incidente come un “atto terroristico” e “un crimine contro l’umanità”. La temperatura mondiale saliva rapidamente. Ed io mi preouccupavo del mio esame di matematica.

Questa è una storia straordinaria e in gran parte sconosciuta della Guerra Fredda, popolata da spie e agenti segreti che impegnati in pericolosi atti di doppio gioco, di missili, di straordinati fallimenti, incomprensioni e panico dei leader mondiali.
Grazie all’accesso a centinaia di nuovi, straordinari documenti appena resi pubblici negli Stati Uniti,  Taylor Downing ha per la prima volta potuto raccontare la storia avvincente, ma soprattutto vera, di come nel 1983, il mondo sia arrivato vicino all’orlo della guerra nucleare. Per chi legge in inglese.

Erika Fatland | La frontiera. Viaggio intorno alla Russia — Il giro del mondo attraverso i libri

Un confine è qualcosa di molto concreto e allo stesso tempo di estremamente astratto (…) Sul mappamondo i paesi sono ben distinti gli uni dagli altri, spesso con colori diversi, come le tessere di un puzzle. In realtà i territori sono naturalmente connessi (…); in natura non esistono confini, soltanto paesaggi che scivolano l’uno nell’altro. […]

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La Russia è donna: leggenda, letteratura, cronaca — Giulia Ciarapica

Fogliata sulla Grana Maria Russia al femminile.

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Dai Musei Vaticani al Louvre, mostre e musei da visitare online — Uozzart

Dai Musei Vaticani di Roma alla Pinacoteca di Brera a Milano, dal Louvre di Parigi alla National Gallery of Art di Washington: dieci musei, in Italia e all’estero, da visitare comodamente dal vostro divano… Io resto a casa, certo, ma ciò non significa che si debba sacrificare arte e bellezza. E, grazie alla tecnologia, la…

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A Joint Statement on the Coronavirus Pandemic

In Inghilterra i musei chiudono al pubblico e noi che ci lavoriamo dobbiamo reinventarci un ruolo diverso per far sì che il settore della cultura, già così fragile, sopravviva a questa catastrofe. Ci aspettano tempi difficili, ma l’arte e la cultura sono importantissimi per il morale e la salute mentale delle persone.

Front of House in Museums

A joint statement from FoHMuseums, Fair Museum Jobs and Museum Wellness

We urge museums and their associated organisations to give their unanimous support to the entire museum workforce at this critical time to ensure the long-term health and security of those working in museums.

We encourage museums to give their full support to their workers to ensure their risk to exposure is limited and the effects associated with actions to minimise the spread of Covid-19 are not contributing to the increased vulnerability of their livelihoods.

Not all museum workers are able to work from home, including those working in front facing roles this includes roles associated with keeping museums open to the public such as operations who are more important than ever to minimising the risk of contamination and maintaining the cleanliness of museums. FoH are exposed to the public and are less likely to be able to “work from…

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“Siamo figli del nostro paesaggio” – Lawrence Durrell e Alessandria — LUOGHI D’AUTORE

«No, non credo che ti piacerebbe questa città sconfitta, con le sue case levantine che si scrostano al sole; un mare liscio, sporco e brunastro, senza flutti che lambisce il porto. Arabo, copto, greco, francese, levantino, niente arte, né vera gaiezza. Una noia mitteleuropea intrisa di alcol. Nessun argomento di conversazione, tranne il denaro», così […]

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Toilet paper apocalypse

Il COVID-19 sta diventando la nuova peste mondiale. Il popolo inglese sembra aver completamente perso la caratteristica impertubabilità , lo “stiff upper lip”, per cui era famoso e la gente che qui in terra angla può ancora uscire, si scatena nella caccia ai beni non deperibili, come pasta, scatolame e carta igienica. Questa la scena al mio supermercato locale.

2020 ©Paola Cacciari1 (3)E visto che anche il gel disinfettante sembra essere scomparso dalla faccia della terra, non solo dalle farmacie, la gente si butta sulla vitamica C per rafforzare le difese immunitarie. E questa è la scena alla filiale di Gloucester Road della catena di farmacie Boots. La desolazione totale.

Visto che non possono contare su Boris Johnson e sul suo tirapiedi Dominic Cummings, i britannici fanno leva su una cosa che perfortuna non hanno ancora perso: il senso dell’umorismo…

2020 ©Paola Cacciari1 (6)

 

The most common last name in different countries — Janet Carr @

If you find this as engrossing as I did, have a look at this article. I found it absolutely fascinating, because it gives possible reasons for naming patterns in different countries. For example, this is what the article says about African and European countries:

via The most common last name in different countries — Janet Carr @