“Siamo figli del nostro paesaggio” – Lawrence Durrell e Alessandria — LUOGHI D’AUTORE

«No, non credo che ti piacerebbe questa città sconfitta, con le sue case levantine che si scrostano al sole; un mare liscio, sporco e brunastro, senza flutti che lambisce il porto. Arabo, copto, greco, francese, levantino, niente arte, né vera gaiezza. Una noia mitteleuropea intrisa di alcol. Nessun argomento di conversazione, tranne il denaro», così […]

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Toilet paper apocalypse

Il COVID-19 sta diventando la nuova peste mondiale. Il popolo inglese sembra aver completamente perso la caratteristica impertubabilità , lo “stiff upper lip”, per cui era famoso e la gente che qui in terra angla può ancora uscire, si scatena nella caccia ai beni non deperibili, come pasta, scatolame e carta igienica. Questa la scena al mio supermercato locale.

2020 ©Paola Cacciari1 (3)E visto che anche il gel disinfettante sembra essere scomparso dalla faccia della terra, non solo dalle farmacie, la gente si butta sulla vitamica C per rafforzare le difese immunitarie. E questa è la scena alla filiale di Gloucester Road della catena di farmacie Boots. La desolazione totale.

Visto che non possono contare su Boris Johnson e sul suo tirapiedi Dominic Cummings, i britannici fanno leva su una cosa che perfortuna non hanno ancora perso: il senso dell’umorismo…

2020 ©Paola Cacciari1 (6)

 

The most common last name in different countries — Janet Carr @

If you find this as engrossing as I did, have a look at this article. I found it absolutely fascinating, because it gives possible reasons for naming patterns in different countries. For example, this is what the article says about African and European countries:

via The most common last name in different countries — Janet Carr @

Giorgio IV

“There was never an individual less regretted by his fellow-creatures than this deceased king.”

Cosi scrive il giornale The Times nell’obituario del re Giorgio IV nel giugno del 1830. E non aveva tutti i torti che il sovrano era idropico, ubriaco, dissipato, irresponsabile, codardo, egoista e stravagante alla follia. Era davvero la persona sbagliata per fare il re.

Ma povero Giorgio dico io. Giorgio IV dico (1762-1830). Era appena nato che già era Duca di Cornovaglia e Principe del Galles pochi mesi dopo; constantemente al di sotto delle aspettative paterne, costretto a separarsi dalla donna che amava, Maria Fitzherbert, perchè  più vecchia di lui, due volte vedova e cattolica, per sposare la cugina Carolina di Brunswick per ragioni dinastiche oltre che finanziarie, che la dote di Carolina serviva a pagare i suoi debiti, che infuriavano il padre Giorgio III quasi come l’idea di avere una nuora cattolica…. I due si odiavano, separandosi subito dopo (con un sospiro di sollievo ggiungerei io…) essersi doverosamente riprodotti. L’unica figlia, Carlotta Augusta,  muore di parto nel 1817, gettando Giorgio nella disperazione e la dinastia nel subbuglio.

Thomas_Lawrence_-_The_Prince_Regent

Debole di carattere, con una passione per la tavola, i vini pregiati, la moda, le donne e l’arte olandese, Giorgio IV non è di certo passato alla storia per le sue qualità di monarca, anzi: il popolo lo odiava quasi quanto lui odiava la moglie, il che la dice lunga.
Il suo stile di vita era grandiosamente dissoluto e spendeva soldi che non aveva con stravagante entusiamo, soprattutto in abiti costosi riprodotti con minuta attenzione nei vari ritratti commissionati al suo pittore preferito, Thomas Lawrence, e nella decorazione di suoi numerosi palazzi e nella costruzione del più improbabile edificio dell’intera Inghilterra: il Brighton Pavilion. Davvero, non doveva essere divertente per il popolino, (già fortemente provato dai costi delle guerre napoleoniche, in cui l’Inghilterra si distinse, anche se non per merito del sovrano) vivere durante il regno di Giorgio IV.

Eppure da storica dell’arte (e della buona tavola) quale sono, mi sento di spezzare una lancia in favore del tanto vituperato monarca. Colto, raffinato e con gusti splendidi in fatto di arte, Giorgio IV era  probabilmente il sovrano più colto dal tempo di Carlo I – e questo era due secoli prima. Il fatto poi che parlasse francese, italiano e tedesco, fosse un generoso patrono delle arti, un intelligente e arguto conversatore e un uomo di spirito ed di grande eleganza gli valsero il titolo di Primo Gentiluomo d’Inghilterra. Non solo: senza di lui non avremmo la National Gallery e il King’s College London, una delle più prestigiose università della Capitale.

Giorgio non avrà portato lustro alla monarchia, ma certamente lo ha portato alla Royal Collection a a partire dai nove anni in cui fui Principe Reggente, quando il padre Re Giorgio III era stato messo fuori uso dalla Porfiria e dava letteralmente di matto. Una volta libero dall’irritante supervisione paterna, il nostro Giorgio Jr puo’ finalmente dedicarsi con calma alla sua attivita preferita: lo shopping.  Il reggente/sovrano si getta nell’acquisizione di una quantità di oggetti senza precedenti – dai dipinti dei grandi maestri alle , dai mobili a gioelli, argenti, armi e armature giapponesi e persiane, porcellane di Sevres, libri antichi e disegni preparatori e studi, quando questi ultimi non erano ancora considerati “vera arte”.

George IV QueensGallery (10)
2019 ©Paola Cacciari

Ironia della sorte, il più francofilo dei re britannici trascorse gran parte dei suo regno in guerra proprio con la Francia di Napoleone, anche se questo non spegne la sua passione per tutto ciò che è  francese, incluso in cibo. Fortunatamente per lui, Giorgio si trova inaspettatatamente a godere di una delle immediate conseguenza della Francia post rivoluzionaria, la migrazione degli Chefs. La Rivoluzione francese infatti aveva praticamente eliminato dalla faccia della terra moltissime famiglie della nobiltà francese e i loro cuochi rimasti disoccupati, emigrarono in massa in Inghilterra, dove erano venerati e dove rivoluzionarono la cucina locale, con grande gioia dei Giorgio IV. Succede.

2020 ©Paola Cacciari

Londra// Fino al 3 Maggio 2020

George IV: Art & Spectacle @ The Queen’s Gallery, Buckingham Palace

 

Top 5 pizza al taglio in Bologna — Flaneur in Bologna

It really is a great moment for pizza al taglio in Bologna. With “pizza by the slice” I mean both “pizza alla pala ” and “pizza in teglia“: they are not quite the same thing in terms of the oven they’re cooked in, details on the shape and leavening time, but ther are also many […]

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I love them! +Saltarello — tramineraromatico

Non ho proprio saputo resistere, ho dovuto ribloggare il post di tramineraromatico (se non lo conoscete gia’ fate un giro per il suo blog!)

VANGELO Einstein impallidisce di fronte a certe sinapsi neuroniche 😀 😀 😀 CAPOLAVORO 😀 😀 😀 In aggiunta ci sarebbe il baldo governatore del veneto Zaia, anche lui fervente leghista… …con la sua infelice frase sui“cinesi che mangiano i topi vivi” e le cui abitudini sanitarie e alimentari sarebbero all’origine della pandemia influenzale. Ora […]

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‘Be As Naughty As You Want’ by Bambi

Da qualche anno Banksy ha una rivale, ma io che sono perennemente distratta me ne sono accorta solo la settimana scorsa quando, passando da quel di Seven Dials, Neals Yard, nel cuore di Londra, mi sono imbattusta in questo murales raffigurante Mary Poppins con due bambini.

Bambi, Be As Naughty As You Want. Seven Dials, Neals Yard London WC2
Bambi, Be As Naughty As You Want. Seven Dials, Neals Yard London WC2

Bambi è lo pseudonimo di una street artist britannica la cui opera si concentra sull’identità femminile contemporanea, sul suo rapporto con la cultura patriarcale, e sull’ingiustizia politica e sociale.

Solo che quella raffigurata a stencil sul muro non è una normale Mary Poppins, e quelli che la guaradano stupiti non sono sono due comuni bambini. Ispirata da un’intervista in cui il principe William raccontava di quanto lo rattristasse il fatto che sua madre, la Principessa Diana non abbia mai incontrato i suoi nipoti, Bambi trasforma Lady Di in una fluttuante Mary Poppins, che scende dal cielo con tanto di ombrello e borsa gigante (rigorosamente di Harrods, in omaggio a Dodi al Fayed) per incontrare i suoi nipoti, il principe George e la principessa Charlotte. Accanto la scritta “Be As Naughty As You Want… Just Don’t Get Caught (“Sii monello quanto vuoi… solo, non farti prendere”)

Che in fondo i sogni son desideri di felicità (questa è Cenerentola, ma non importa…) e con un poco di zucchero  e la pillola va giù e tutto brillerà di più!

www.streetartistsbambi.com

Cronache nemediane – Cenni storici sull’archetipo femminile nella Madre Russia — — l’eta’ della innocenza

Articolo di Daniele Dal Bosco Tratto dalla rivista Centro Studi La Runa Nel linguaggio comune odierno si usa sovente l’espressione Madre Russia, preceduta ed incoronata, talvolta, dagli aggettivi Grande o Santa. 1.589 altre parole via Cronache nemediane – Cenni storici sull’archetipo femminile nella Madre Russia —

via Cronache nemediane – Cenni storici sull’archetipo femminile nella Madre Russia — — l’eta’ della innocenza

Febbraio 😷

“Anno bisesto, anno funesto!” direbbe mia nonna, se fosse qui ad assistere a tanta catastrofe. Che il  2020 ha solo due mesi, ma tra uragani, allagamenti e Coronavirus (etc, etc etc) questi due mesi sembrano ormai quasi due anni….

Turist taking a selfie in Milan
Tourist taking a selfie in Milan
More rain and windy weather is due to arrive in London again (Image: MEN)
More rain and windy weather is due to arrive in London again (Image: MEN)

E mentre Bernie Sanders ha il suo da fare a convincere i Democratici che lui e’ il candidato giusto per portare avanti la lotta per portare via la Casa Bianca a trump e al suo stuolo di repubblicani naftalinici,

almeno una buona notizia, quella che Harvey Weinstein è stato giudicato colpevole di violenza sessuale e stupro.

 

What’s in a Coffee? — Front of House Museums

This sector is rife with under pay, paying a head of coffee £40,000 is not the problem. The sector is the problem.

via What’s in a Coffee? — Front of House Museums