When in Berlin, read all about it!

Brandenburg Gate, Berlin. 2019 © Paola Cacciari
Brandenburg Gate, Berlin. 2019 © Paola Cacciari

Lizzy's Literary Life

Brandenburg Gate

There are thousands upon thousands of books about Berlin. Where to start? I started with the first book published by the (relatively) new publisher on the Berlin block, Readux Books.

City of Rumor:The Compulsion to Write about Berlinexplains why there is so much choice. For Berlin imposes itself on writers, demanding that the experience be put on the page …. and yet, as we shall see, it is notoriously difficult to do.

There is a measure of unaccountable time you can spend in Berlin and write it off as extended holiday frippery. But there comes a Rubiconic moment, after which you’ll find it hard to leave without having something to say for it all.

So begins Gideon Lewis-Kraus’s 21-page essay on Berlin, the city to which he went on a Fullbright scholarship in 2007-2008, to write a novel. However, the city of hedonistic excess and what he…

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La cucina sovietica: una storia di cibo e nostalgia

Anche per me, come per Tatiana Larina di Parla della Russia, continua l’ossessione per tutto ciò che è Russo-Sovietico.
Un giorno ficcanasando nel blog dei ‘russi’ ho trovato questa storia dell’Unione Sovietica vista attraverso la cucina.E siccome che anch’io adoro mangiare e anche cucinare, mi sono precipitata a comprare questo memoriale di Anya von Bremzen, dove storia sociale e storia personale si intrecciano in modo tenero, divertente, e illuminante. Buona lettura!

Anya von Bremzen and her mother in Philadelphia in 1978
Anya von Bremzen and her mother in Philadelphia in 1978

Parla della Russia

Cucina_sovieticaTatiana continua con il suo periodo russo-sovietico. Dopo Tutto scorre… è alle prese con una storia dell’Unione Sovietica vista attraverso la cucina. E questa sì che è nuova.

Idea originale: ripercorrere 70 anni di storia attraverso i piatti e gli alimenti presenti sulle tavole dell’impero sovietico, per decennio. Molto deve a classici come I Biscotti di Baudelaire, ma con meno ricette e più storia.

Operazione originale? sì. Riuscita? in parte.

Autobiografico, il libro offre prospettive differenti. Può essere letto come una saga familiare, dato che in effetti l’autrice ripercorre la storia sovietica attraverso quella della propria famiglia, a partire dai nonni, con particolare attenzione al ramo materno e alle origini ebraiche. La famiglia materna è fortemente radicata nel regime sovietico, cui la dissidenza succeddiva delle generazioni giovani sarebbe stata parecchio aliena.
Accanto al livello personale e familiare, vi è l’URSS raccontata sia attraverso fatti storici che attraverso aneddoti, cronache, pettegolezzi…

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Bauhaus: la vita, l’arte, la bellezza

Sebbene la scuola di arte e design Bauhaus sia esistita per soli 14 anni, la radicale novità del suo approccio “olistico” nei confronti del processo creativo continua a riecheggiare ancora oggi nell’arte contemporanea, nell’architettura e nella progettazione, grafica e non.
Così, visto che quest’anno la celeberrima istituzione tedesca compie cento anni, ho pensato di ripubblicare questo articolo che ho scritto nel 2012 per Artribune in occasione della grande retrospettiva della Barbican Art Gallery.
Buona lettura!

Bauhaus building (1925–26) by Walter Gropius. Photo © Tillmann Franzen. © VG Bild-Kunst, Bonn 2018.

Vita da Museo

In mostra a Londra la straordinaria avventura del Bauhaus, scuola d’arte per eccellenza. Dalla fondazione alla chiusura, nel 1933, con l’arrivo del nazismo. Un percorso straordinario, che testimonia della sua estrema attualità. Al Barbican Center di Londra fino al 12 agosto.

100-2012-0159 Bauhaus, Erich-Consemuller. Barbican

Già nell’Ottocento, William Morris, con le sue Arts and Crafts, aveva cercato di portare la bellezza alle masse. Come Morris, anche Walter Gropius (Berlino, 1883 – Boston, 1969) pensa che l’industria non debba essere nemica dell’artista (o meglio, del progettista), ma sua alleata, e che il prodotto creato non deve essere privilegio dei pochi, ma accessibile a tutti. Ed è su queste basi che nel 1919 riorganizza l’Accademia delle Belle Arti e la Scuola di Arti Applicate di Weimar nel Bauhaus.
In questa “casa della costruzione”, teoria e pratica, arte e artigianato hanno un unico scopo: riscattare l’oggetto d’uso dall’appiattimento della produzione industriale. È la Gesamtkunstwerk

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Muore Rutger Hauer, il replicante ribelle di ‘Blade Runner’ — La Promenade, BlogZine di Cultura

L’attore di Blade Runner scompare a 75 anni ”Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser… e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E’ tempo di […]

via Muore Rutger Hauer, il replicante ribelle di ‘Blade Runner’ — La Promenade, BlogZine di Cultura

A Londra arriva il nuovo parco sospeso: The Tide

Grazie a Claudia di London SE4 per il suggerimento: un’altro posto da esplorare! 🙂  Buona lettura! 🙂

 

London SE4

the tideIl primo parco lineare lungo il fiume di Londra è arrivato nella penisola di Greenwich.
The Tide è un giardino paesaggistico tridimensionale con vista sul fiume e sulla cupola del Millennium Dome (oggi O2). Aiuole, arbusti e piccoli alberi (per lo più betulle e pini) aggiungono consistenza a una serie di passerelle in alabastro. Si può camminare a 9 metri da terra, fra installazioni di arte pubblica e alberi, con percorsi paesaggistici e ponti di legno pensati per correre, camminare e meditare.
La prima fase del progetto di cinque chilometri, è stata realizzata da Diller Scofidio + Renfro, i co-designers della High Line di Manhattan, in collaborazione con Neiheiser Argyros e gli architetti di giardini GROSS.MAX. Il percorso finito collegherà ogni quartiere della penisola man mano che sarà costruito, intrecciandosi tra i nuovi edifici. Un particolare motivo a strisce bianche e nere cercherà di stabilire un’esperienza visiva, riflettendo il movimento…

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I social di un tempo che fu

Blog di Demonio

Certo che oggi abituati a ciò che abbiamo è difficile pensare ad un passato diverso senza questa tecnologia della comunicazione! I millenial ad esempio abituati sin dalla nascita ad avere uno smartphone in mano che ne potranno mai sapere di un epoca completamente diversa dove al massimo, recandoti alle poste potevi usare la tecnologia per scrivere (dettando all’operatore!) un telegramma! O prima ancora col telegrafo!

O come ho cercato di spiegare all’incredula nipotina usando i piccioni viaggiatori! Lei voleva che le regalassi uno smartphone ma avendo solo dieci anni ho optato per dei libri dicendole che magari le compravo un piccione viaggiatore e con quello avrebbe potuto messaggiare con la sua amichetta del cuore! Pensava che la prendessi in giro! E lo penserebbe di certo chiunque!

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Ma già la semplice lettera, che oltre a dover scrivere, su un foglio e mettere in una busta, poi dovevi affrancare (secondo voi lo…

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Biennale d’Arte di Venezia 2019, le 10 cose da non perdere

Anche quest’anno per questioni logistiche non riesco ad andarci a La Biennale, e allora mi consolo con questo interessantissimo post di Davide Astegiano. Buona lettura!

looking for europe

L’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia giunge quest’anno alla 58° edizione. Il titolo è May You Live In Interesting Times per la curatela dell’americano Ralph Rugoff, attuale direttore della Hayward Gallery di Londra. L’esposizione resterà aperta ai visitatori sino al 24 novembre 2019. Ecco cosa non perdere tra le 87 partecipazioni nazionali e le 79 proposte della mostra collettiva dei Giardini della Biennale e dell’Arsenale.

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Il cielo sopra Berlino. Annotazioni

Non sono mai stata a Berlino, e forse dovrei perché amo moltissimo questo film. 🥰

prima della pioggia

3

Cassiel: Sulle colline, un vecchio leggeva l’Odissea a un bambino, e il piccolo uditore smise di socchiudere gli occhi. E tu cos’hai da raccontare?
Damiel: Una passante, che sotto la pioggia chiuse di colpo l’ombrello, lasciandosi bagnare tutta. Ah, ecco: uno scolaro, che descriveva al suo maestro come una felce nasce dalla terra. Ha fatto stupire il maestro. Una cieca, che quando si accorse di me si mise a tastare l’orologio. Sì, è magnifico vivere di solo spirito e giorno dopo giorno testimoniare alla gente, per l’eternità, soltanto ciò che è spirituale. Ma a volte la mia eterna esistenza spirituale mi pesa, e allora non vorrei più fluttuare così in eterno, vorrei sentire un peso dentro di me, che mi levi quest’infinitezza, legandomi in qualche modo alla terra. A ogni passo, a ogni colpo di vento, vorrei poter dire: “ora”, “ora” e “ora”. E non più: “da sempre”, “in…

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Come sono andate le elezioni europee 2019 — Asiablog.it

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Manfred Weber, candidato del PPE alla Presidenza della Commissione Europea, saluta i sostenitori a Berlino. Foto Gregor Fischer Dopo 40 anni Popolari e Socialisti hanno perso la maggioranza assoluta nell’Europarlamento, ma Bruxelles ha resistito all’assalto delle forze euroscettiche, anche grazie alla crescita di Liberali e Verdi, che diventano un importante ago della bilancia (Asiablog.it) — Il Partito…

via Come sono andate le elezioni europee 2019 — Asiablog.it

Tempo di seconda mano

Tecnicamente questo libro appartiene ancora al 2018, che sono trascorsi solo 5 gg dall’inizio del nuovo anno e non ho ancora completato nessuna nuova lettura che si possa definire appartenete solo al 2019. Ma questo libro di Svetlana Aleksievic, trovato ancora una volta grazie ai preziosi consigli del blog Parla della Russia, l’ho terminato alle 8pm del 31 dicembre del 2018 e mi è rimasto dentro come pochi altri. E’ un libro bellissimo, onesto e sincero, prezioso per chi come me è cresciuto in quel periodo, ma non ci ha mai prestato attenzione a l corso della storia contemporanea e ora vuole recuperare il tempo perduto. Buona fine e buon inizio. E naturalmente, buona lettura! 🙂

Parla della Russia

9788845282010_0_0_300_75“Tempo di seconda mano” di Svetlana Aleksevich è un libro prezioso per comprendere cos’è successo in Russia all’indomani del crollo dell’Unione Sovietica. Una cacofonia di voci che avvolgono e talvolta soffocano e turbano il lettore. Molteplici punti di vista della “piccola gente”, quella che non fa la Storia con la S maiuscola, di fronte alla disintegrazione di quello che aveva rappresentato il sogno politico di molti.

Attraverso questo racconto corale l’obiettivo della scrittrice bielorussa, premio Nobel per la letteratura nel 2015 – premiata per “la sua opera polifonica, un tributo al coraggio e al dolore della contemporaneità” è quello di dare voce a donne (protagoniste di molte delle storie raccontate) e uomini, vittime e carnefici tutti protagonisti del dramma collettivo del crollo dell’Unione Sovietica.

È una letteratura – reportage, quella della Aleksevich, che non può avere l’oggettività dell’analisi storica ma ha invece una profondità nell’indagare gli spazi dell’animo umano spesso…

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