Demonizzazione di Stalingrado — Il simplicissimus

Ieri ricorreva l’anniversario della vittoria delle truppe sovietiche a Stalingrado che segnò lo spartiacque della seconda guerra mondiale e tuttavia la guerra per la libertà è tutt’altro che vinta poiché siamo di fronte ad un’operazione orwelliana di cancellazione della memoria condotta con subdolo accanimento da tutto l’apparato imperiale americano e dalle sue appendici come la […]

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#5autori gialli più un libro per Lorenzo (parte 3)

PARLA DELLA RUSSIA

Poco incline al thriller che gronda sangue, mi sono appassionata preferibilmente a scrittori dalle atmosfere noir. E quindi spesso nelle mie scelte di lettura finisco per tornare indietro nel tempo.


Daphne du Maurier

Autrice classica il cui nome sembrerebbe evocare romanticherie d’altri tempi, Lady Daphne ha scritto più di trenta romanzi, dalle trame spesso inquietanti e misteriose. La Cornovaglia tempestosa ha fatto da sfondo a tante delle sue storie e il cinema ha saccheggiato la bibliografia di du Maurier con “Rebecca”, “Gli uccelli”, “Mia cugina Rachele“, “La taverna della Giamaica” (continua…). Suspense e colpo di scena sono arti in cui è maestra e i suoi libri si leggono ancora molto volentieri.


Patricia Highsmith

L’ho incrociata per caso negli anni Ottanta quanto bazzicavo la libreria Remainders di Roma. Sempre a caccia di libri che costassero poco mi soffermai su “Il talento di Mr. Ripley” (dimenticate il film con Matt…

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L’eredità del terzo Reich collegata alla xenofobia odierna e all’intolleranza politica — ORME SVELATE

Lo studio trova prove che i tedeschi di oggi che vivono vicino ai campi di concentramento della Seconda Guerra Mondiale sono più xenofobi, più propensi a sostenere la politica di estrema destra e meno tolleranti verso gli immigrati e le minoranze religiose.

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Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) – Francesco Guccini & i Nomadi

Francesco Guccini & i Nomadi – Auschwitz (Canzone del bambino nel vento) (Live 1979)

Son morto con altri cento
Son morto ch’ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento
E adesso sono nel vento

Ad Auschwitz c’era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d’inverno
E adesso sono nel vento
Adesso sono nel vento

Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano non riesco ancora
A sorridere qui nel vento
A sorridere qui nel vento

Io chiedo come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento
In polvere qui nel vento

Ancora tuona il cannone
Ancora non è contento
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento
E ancora ci porta il vento

Io chiedo quando sarà
Che l’ uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà
E il vento si poserà

Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà
E il vento si poserà
E il vento si poserà

#Auschwitz75 

Good Omens (miniserie televisiva)

Non mi piace il Fantasy, a meno che non sia quello di Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch,  scritto a quattro mani da Terry Pratchet (1948-2015) e Neil Gaiman  e pubblicato nel 1990 (e che in italiano è stato tradotto nel 2007 con il titolo di Buona Apocalisse a tutti! ).

Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. Le armate del Bene e del Male si stanno ammassando e i Quattro Motociclisti dell’Apocalisse stanno scaldando i loro poderosi motori, pronti a lanciarsi per strada. Gli animi si surriscaldano e tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che Azraphel, un angelo che ama il cibo, il libri e l’arte e Crowley, un demone che apprezza la bella vita e le auto veloci e che, avendo trascorso parecchi millenni tra i mortali sulla Terra si sono affezionati ad usi e costumi umani, e hanno intrecciato una sorta di insolita amicizia, non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell’incombente catastrofe cosmica. E allora decidono di mettersi all’opera per uccidere l’Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo) e far si’ che la profezia non si compia. Ma c’è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro…

Ora finalmente la serie TV è arrivata sulla BBC. Ed è fantastica!  

L’Inghilterra in cucina: Pollo con patate

Siamo talmente abituati ad metterle in tavola quando e come si vuole, sotto forma di gnocchi, purè, al forno, bollite (etc, etc, etc) che a volte ci si dimentica che la patata non ha sempre fatto parte della nostra cucina.

I primi a scoprirla furono conquistadores spagnoli. Impegnati com’erano a distruggere  l’Impero degli Inca, non so quando trovarono il tempo di notare questo strano tubero, ma lo fecero. E insieme ad immense ricchezze sudamericane, gli spagnoli portarono con loro in Europa anche la patata. Dal 1570 la si trova in Spagna da dove, grazie alla curiosità di agricoltori ed erboristi, arrivò in Italia, nei Paesi Bassi e, verso il 1580,  in Inghilterra. Con buona pace degli inglesi che preferirebbero attribuire la storia della sua introduzione in Inghilterra al navigatore, corsaro e poeta Sir Walter Raleigh, insieme al tabacco. Storia che non pare avere alcun fondamento storico, ma che di certo è molto più romantica dell’idea che a portare la patata sulle loro tavole fosse stato un erborista. Che fu grazie alla curiosità di personaggi come il grande erborista elisabettiano John Gerard (che addirittura appare sul frontespizio del suo trattato con un fiore di patata in mano, a dimostrare come, ancora nel 1597 le patate erano ancora una grossa novità) uno tra i primi a studiare questo tubero, disegnarlo, cuocerlo e – udite udite!- mangiarlo, perché la  “patata bianca” o “della Virginia” come era chiamata per distinguerla da quella dolce, diventi uno degli alimento base della dieta britannica.  Anche se bisognerà attendere altri due secoli prima che questo accada...

https://i0.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f1/Gerard_John_1545-1612.jpg
Frontespizio di The Herball (1636).

Le patate, soprattutto se arrosto, stanno bene con tutto, ma uno dei miei abbinamenti preferiti è con il pollo che nella ricetta tradizionale inglese si mangia ripieno di un composto fatto di pane grattugiato, salvia e cipolle chiamato stuffing (ripieno) che si spalma anche sotto la pelle del pollo prima di metterlo nel forno e che dona al tutto un’aroma delizioso…

Roast chicken and sage and _nion stuffing and gooseberry sauce

Se vi interessa tentare lo stuffing, questa è la ricetta:

tbsp.unsalted butter
2 medium onion, chopped
2 stalks celery, chopped
3 c.chicken broth
1/4 c. sage leaves, chopped
1 c. flat-leaf parsley, chopped
2 large eggs, beaten
3/4 tsp.salt
1/2 tsp pepper

Sbucciate le cipolle e tagliatele a fette spesse. Mettetele in una casseruola, cospargetele di sale e ricoprite con acqua calda. Fate bollire per circa 5 minuti e scolatele.
Riempite il tegame di acqua calda e far bollire lentamente per una 1/2 ora, o fino a quando le cipolle sono tenere. Scolatele e strizzatele le cipolle per ascigarle il possibile e tritatele finemente.

Aggiungere il pangrattato, burro, tuorlo d’uovo, noce moscata, sale e pepe nero appena macinato. Mescolare fino a quando la miscela è appena combinata e assomiglia a pangrattato di grana grossa (non frullare!) e procedete a riempire il pollo.

2020 ©Paola Cacciari

Enrico Cecchetti

Balletto Classico

Enrico_Cecchetti_-circa_1900

Enrico Cecchetti fu un ballerino, coreografo e insegnante di danza classica. Padre della moderna didattica della danza classica, omonimo dello stesso metodo di insegnamento da lui ideato, fu il maestro più importante del secolo XX. Alla sua scuola si formeranno molti dei grandi interpreti dei Balletti Russi.

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