Spartacus. Ovvero, la potenza dell’esercito del Bolshoi

Lo so, ultimamente i miei post sono tutti sul baletto (scusa Guido… 🤗), ma la “vita da museo” che aveva informato la maggioranza dei miei post fino ad ora è stata rudemente interrotta dal coronavirus, e l’unica cosa che sembro fare al momento è guardare ossessivamente il balletto sul Canale YouTube del Teatro Bolshoi…  E comunque ci sono modi peggiori di passare la quarantena… 😏😜

via Spartacus. Ovvero, la potenza dell’esercito del Bolshoi

Quarantine Dance del Teatro Mikhailovsky

In un momento come questo in cui tutti abbiamo bisogno di bellezza e creatività, le star del balletto del Teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo hanno pubblicato una serie di video esilaranti in cui i ballerini si esibiscono… con oggetti da cucina.

Arabeschi, piroette e pas de deux sono resi con vari oggetti per la casa, tra cui una casseruola, un asciugamano da bagno e una scopa. La scena di Don Chisciotte in cui il ventaglio della ballerina è sostituito da un piatto mi ha fatto morire dalle risate, ma quella in cui a Giselle invece di fiori viene offerta una casseruola di deliziosi gnocchi russi e’ la mia preferita assoluta.

Grazie Bolshoi per Le Corsaire!

Un’altra chicca regala dal Teatro Bolshoi per alleviare le pene della quarantena. Parlo di Le Corsaire, la fantasia orientalista liberamente ispirata a un poema di di Lord Byron (1814), Il corsaro (The Corsair), in streaming gratuitamente sul canale YouTube del teatro di Mosca. Costumi da favola, odalische, pirati, mercanti di schiavi, eunuchi e sultani scintillanti, salti, piroette, acrobazie, pa-de-deux etec etc.

Un racconto contorto di amore, tradimento e di doppio gioco, musicato da Adolphe Adam e con coreografie di Joseph Mazilier, Le Corsaire debuttò all’Académie Royale de Musique di Parigi  il 23 gennaio 1856. In Russia durante il XIX e il XX secolo tuttavia, il balletto subì molte revisioni e rimaneggiamenti, tra cui quelle di Jules Perrot (1858), Marius Petipa (1858, 1863, 1868, 1885, e 1899), Alexander Gorsky (1912), Agrippina Vaganova (1931), Pyotr Gusev (1955), Konstantin Sergeyev (1972, 1992) fino a quella attuale di Jurij Grigorovič (1994). Oggigiorno Le Corsaire è rappresentato fondamentalmente in due versioni: quella di Pyotr Gusev del 1955 prediletta in Russia e in Europa, mentre in America e alcune perti dell’Europa occidentale si preferisce la versione di Konstantin Sergeyev del 1973. E’ un balletto molto lungo, quasi 3 ore e non viene spesso rappresentato per intero.

In fatto di trama, il balletto è una sorta di pastiche letterario senza capo ne’ coda in cui la trama è una flebile scusa per le star del Bolshoi che fanno sfoggio di bravura. E che bravura! E che costumi! E che performances! Assolutamente mozzafiato. E, trama a parte, a vederli danzare pare che tutti quanti si divertano davvero un mondo… Io di certo mi sono divertita un sacco! 

Marco Spada, ovvero La Figlia del Bandito

Alla terza settimana di quarantena, quando il tempo si sta mettendo al bello anche qui in terra angla e gli alberi sono in fiore e il cielo e blu, stare in casa per evitare il coronavirus diventa un po’ difficile… Fortunatemente il Teatro Bolshoi di Mosca ha deciso per la prima volta nella sua storia di andate digitale e alleggerire le pene di noi carcerati trasmettendo ogni settimana sul suo canale YouTube balletti di repertorio. Ieri è stata la volta di Marco Spada, o La figlia del bandito. Gloria a te, o Bolshoi che ti ricordi di noi.

“Marco chi?” Ho pensato io quando ho visto il post su Instagram, che non avevo mai sentito di un balletto con questo nome. Non che non ce ne siano di balletti che non conosco dico, che la mia ignoranza del soggetto e’ eguagliata solo dalla mia passione: abissale. Tanto che, sulle prime pensavo che fosse il nome di una nuova étoile italiana del Bolshoi, che negli ultimi anni il teatro moscovita ha allentano le sue regole di mantenere un corpo di ballo rigidamente russo, per ammettenere tra i suoi ranchi anche ballerini di altre nazioni. Come per esempio l’americano David Hallberg, che ha interpretato il ruolo di Marco Spada con il balletto del Bolshoi nel 2014. Trent’anni fa, un casting di questo tipo sarebbe stato inimmaginabile.

David Hallberg in the title role of Marco Spada.CreditDamir Yusupov Bolshoi Theatre

Se Spartaco è “IL” balletto russo per antonomasia, Marco Spada al contrario è una commedia tipicamente occidentale, pieno di passi veloci e intricati, acrobazie, salti e piroette mozzafiato. Con la sua pantomima e i suoi animali sul palco, malintesi e riconciliazioni, mi ricorda tanto La fille mal gardée creato da Frederick Ashton per il Royal Ballet nel 1960

Creato nel 1857 da Joseph Mazilier con musica da Daniel François Esprit Auber e libretto di Eugène Scribe, Marco Spada  ebbe la sua première dell’Opera di Parigi nel 1857. Tuttavia, nonontante la sua trama divertente (anche se leggera), la coreografia complessa e l’alto livello tecnico richiesto sia ai solisti che al corpo di ballo, il balletto scomparve dal repertorio occidentale per più di un secolo.

Fino a quando, nel 1981,  il coreografo Pierre Lacote decise di rispolveralo per Teatro dell’Opera di Roma e per un’allora quarantenne Rudolf Nureyev.  E lo stesso Lacote lo ha ricreato nel 2014 appositamente per il Bolshoi, e da allora il balletto è diventato parte del repertorio del famoso teatro russo.

 Igor Tsvirko as Count Pepinelli, and Olga Smirnova as Marchesa Sampietri Marco Spada (Bolshoi Ballet)
Igor Tsvirko as Count Pepinelli, and Olga Smirnova as Marchesa Sampietri Marco Spada (Bolshoi Ballet)

Ambientato in Italia nel 1830, Marco Spada  racconta la storia di un astuto bandito che si infiltra nell’aristocrazia italiana, saccheggiando l’area intorno a Roma sotto il naso del governatore. Sua figlia Angela, ignara della doppia vita del padre, è disperatamente innamorata del principe Federici, che non può sposarla perché fidanzato con la Marchesa Sampietri, che a sua volta innamorata del Conte Pepinelli, che la ricambia con passione. Naturalmente tutto finisce bene … o quasi. 

Insomma, Marco Spada è un balletto fresco e gioioso, a tratti esaltante – ed io mi sono dovutamente esaltata, applaudendo forte lo schermo del computer dopo assoli particolamente aereodinamici, neanche fossi davvero a teatro… E mi sono divertita tanto che l’ho riguardato tutto da capo anche oggi!

#iorestoacasa

2020 ©Paola Cacciari

Pillole di bellezza: Swan Lake – Coda from the Black Swan pas de deux in Act III (The Royal Ballet)

Marianela Nuñez nei panni del Cigno Nero Odile, e Vadim Muntagirov in quelli del principe Siegfried in questo spettacolare Pas-de-deux  nel III atto del Lago dei Cigni di Marius Petipa e Lev Ivanov, nella nuova produzione del coreografo britannico Liam Scarlett.

L’ansia del post Brexit ecessita piu’ che mai di una buona overdose di bellezza…

Enrico Cecchetti

Balletto Classico

Enrico_Cecchetti_-circa_1900

Enrico Cecchetti fu un ballerino, coreografo e insegnante di danza classica. Padre della moderna didattica della danza classica, omonimo dello stesso metodo di insegnamento da lui ideato, fu il maestro più importante del secolo XX. Alla sua scuola si formeranno molti dei grandi interpreti dei Balletti Russi.

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Pillole di bellezza Romeo and Juliet – Dance of the Knights (The Royal Ballet)

Romeo and Juliet – Dance of the Knights (The Royal Ballet)

La Danza dei Cavalieri e’ uno dei pezzi forti del balletto di Kenneth MacMillan, creato nel 1965 per il Royal Ballet di Londra. Non mi stancherei mai di guardarlo. Ogni volta mi vengono i brividi…