Gite fuori porta: Cambridge

Cambridge non ha bisogno di presentazioni che forse solo un marziano non ha sentito nominare almeno di passaggio questa deliziosa città universitaria situata nella parte orientale dell’Inghilterra, ad un centinaio di km a nord-est di Londra e bagnata dal fiume Cam. Con Oxford è la sede di una delle università tra le più antiche e prestigiose al mondo (anche se non antica quanto l’Alma Mater Studiorun di Bologna – scusate, non ho resistito… 😉 ).

Cambridge 2017 © Paola Cacciari
Cambridge 2017 © Paola Cacciari

Inutile dire che l’aspetto della città è determinato dalla presenza dell’Università e gli edifici in stile gotico perpendicolare abbondano. I colleges cominciarono a svilupparsi a partire dalla fine del XIII sec. Il primo fu Peterhouse costruito nel XIII-XV secolo, seguito dal Pembroke College e il Gonville and Caius College entrambi del XIV secolo, con aggiunte successive; il Christ’s College e il St. John’s College furono invece costruiti nel XVI secolo, insieme al Magdalene College nato nel 1428 come ostello benedettino prima di essere rifondato nel 1542 come parte dell’Università di Cambridge. L’allievo più celebre del college è il mio adorato Samuel Pepys, diarista e londinese i cui scritti e libri furono donati al college dopo la sua morte e che oggi sono conservati nella Pepys Library, all’interno del college stesso. Il Magdalene è conosciuto per lo stile tradizionalista, che include la cena a lume di candela nella hall tutte le sere ed il fatto di essere stato l’ultimo college di Oxbridge ad ammettere le donne nel 1988. Uh!

Cambridge 2017 © Paola Cacciari
St John’s College Cambridge 2017 © Paola Cacciari

Il famosissimo King’s College, la cui bellissima cappella (se si può chiamare così una chiesa delle dimensioni quasi di una cattedrale gotica…) costruita tra il  1446 e il 1515  e decorata da magnifiche vetrate e dall’altrettanto magnifica volta a ventaglio tipica del gotico inglese, dove alla vigilia di Natale si tengono il famoso coro del King’s College canta i Christmas Carols, i canti di Natale.

 King's College: Punting on the River Cam © Phil Brown 2000-2017
King’s College: Punting on the River Cam © Phil Brown 2000-2017

Il complesso del Trinity College, fondato da Enrico VIII nel 1546 ospita la splendida biblioteca costruita da Christopher Wren (quello di St Paul’s Cathedral a Londra per intenderci) tra il 1676-95. Le scaffalature contenenti i libri sono disposte in file perpendicolari alle pareti e sono decorate da meravigliosi intagli lignei del magico scultore e intagliatore Grinling Gibbons e sono coronate da busti in gesso di famosi scrittori di ogni epoca.

Una delle attività predilette di turisti e locali è il punting. Il punt è una imbarcazione a fondo piatto con la prua squadrata, nata come barca da carico o piattaforma per la pesca con l’amo da utilizzare su piccoli fiumi dalle acque poco profonde. Essendo la pesca o il trasporto di carichi diventati obsoleti, queste barche sono ora utilizzate per piacevoli escursioni sul fiume Cam – da cui il verbo “punting”. Il “punter” dal canto suo è il palo che, spinto contro il fondale del fiume, permette alla barca di avanzare – una sorta di gondoliere d’acqua dolce insomma anche se Wikipedia fa attenzione ad informarci che “Questo tipo di imbarcazione non deve essere confusa con una gondola che, oltre ad essere strutturalmente diversa, è azionata da un remo piuttosto che da un palo.”

Cambridge 2017 © Paola Cacciari
Cambridge 2017 © Paola Cacciari

Ma solo dopo aver riempito la pancia con un sostanzioso e saporito pub-lunch (Cambridge abbonda di pub caratteristici come The Eagle, uno dei più antichi della città) ci si può prender d’assalto il bellissimo Fitzwilliam Museum, la cui collezione e’ cresciuta attorno al nucleo originario della biblioteca del musicologo e collezionista Richard Fitzwilliam, che nel 1816 ne fece dono all’università e che ospita importantissime raccolte di manoscritti, pitture e antichità e la cui visita (credetemi) vi può portare via gran parte della giornata…

Cambridge 2017 © Paola Cacciari
Cambridge 2017 © Paola Cacciari

2017 ©Paola Cacciari

Il pittoresco geniale di Capability Brown

Oltre a  Shakespeare, al Grande Incendio e alla nascita del Punk, Londra quest’anno celebra anche i trecento anni di Capability Brown. E se non sapete chi e’ leggete questo illuminante articolo di Claudia su London SE4 … 🙂

London SE4

wp-1472628340780.jpegLancelot Brown, architetto di paesaggio inglese, era nato in Northumberland nel 1716 e fu apprendista giardiniere presso Sir William Lorraine. Brown si trasferì poi nel Buckinghamshire e, nel 1741, fu impiegato da Lord Cobham, in qualità di capo giardiniere a Stowe. Questo impiego, gli diede l’opportunità di lavorare con due affermati architetti: John Vanbrugh e William Kent. Con William Kent, uno dei fondatori del nuovo stile, piu’ naturale, di paesaggio, strinse un forte rapporto di amicizia e stima, cementato anche dal fatto che ne sposò la figlia Bridget, nel 1744.
Successivamente Brown esercitò l’attività di architetto di paesaggio in proprio, progettando sia case che giardini. Nel 1764, fu nominato da re Giorgio III Maestro Giardiniere di Hampton Court. La sua pratica si espanse rapidamente e lo vide spesso in giro per l’Inghilterra.
Il soprannome di ‘Capability‘ gli derivò dalla predilezione di spiegare alla clientela come la…

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Philip Webb 1831-1915 al Victoria and Albert Museum

All’orecchio dei non appassionati delle Arts and Crafts, il nome di Philip Webb (1831-1915) forse non suona immediatamente riconoscibile – almeno non come quello dei suoi amici e compagni William Morris e Dante Gabriel Rossetti. Ma nessun altro come questo personaggio modesto e riservato ha cambiato il modo in cui percepiamo un edificio – e non solo dal punto di vista architettonico e strutturale, ma da quello della conservazione.

Red House, Bexleyheath,London. 2014 © Paola Cacciari
Red House, Bexleyheath, London. 2014 © Paola Cacciari

Nel 1877 infatti Webb fondò insieme allo stesso Morris e ad un gruppo di appassionati che condividevano le sue idee, la Society for the Protection of Ancient Buildings (Società per la Protezione degli Edifici Antichi). E se per Webb  e Co. il termine “antico” era utilizzato nel senso piu’ vasto del termine per indicare ogni edificio  molto vecchio, ma non necessariamente “pre-medievale”, la società ebbe il merito di opporsi ai restauri distruttivi di edifici antichi (o semplicemente vecchi) che erano la norma nell’Inghilterra vittoriana.

Inutile dire che Webb diede anche un immenso contributo alle Arts and Crafts di William Morris di cui fu un grande amico per tutta la vita.  Quando, nel 1861, Morris fonda la sua ditta Morris, Marshall, Faulkner & Co. insieme anche a Rossetti e Burne Jones, Webb fornisce disegni per vetrate e gioielli, bicchieri e ferro battuto. Come Morris e John Ruskin, anche Webb era fieramente opposto all’industrializzazione in quanto privava l’operaio dell’orgoglio creative tipico dell’artigiano, portando inevitabilmente alla produzione di oggetti di scarsa qualità. Nella sua mente progettisti e artigiani erano la stessa cosa e le due attività erano tra loro inscindibili e il loro lavoro quotidiano è un’opera d’arte.

Standen National Trust Exterior, UK - Diliff by Diliff
Standen National Trust Exterior, UK – Diliff by Diliff

Webb applica questo concetto anche all’architettura, occupandosi personalmente di ogni dettaglio, anche dei più insignificante. A Standen disegna tutto, dalla pianta dell’edificio ai mobili e ai tessuti per l’arredamento, persino gli oggetti per la tavola e i lampadari, essendo la casa una delle prime dimore private ad avere la luce elettrica..
Costruita tra 1892 il 1894 per il ricco avvocato londinese James Beale, sua moglie Margaret e i loro sette figli, Standen, nella Contea del West Sussex, a  circa un’ora di treno da Londra,  è considerata il capolavoro di Philip Webb. I Beale erano l’esempio tipico della clientela del nostro architetto-muratore, che rifuggiva la pubblicità e aborriva l’aspetto commerciale del suo lavoro e faceva affari solo con amici di amici e per questo non divento mai ricco e famoso. Non solo: Webb voleva esser pagato solo quello che il suo cliente poteva permettersi o che riteneva opportuno, e spesso si faceva pagare meno del dovuto, così non solo non divenne mai ricco, ma per anni fu perseguitato dall’ufficio delle tasse che non riusciva a capacitarsi del fatto che i suoi introiti fossero cosi bassi…

The Drawing Room, Standen
The Drawing Room, Standen

Per Webb il progetto architettonico inizia sempre dal paesaggio: secondo William Morris, la casa doveva essere “ancorata” al paesaggio circostante, avvolta dalla Natura piuttosto. E Webb ottiene questo scopo eliminando ogni simmetria dalle sue costruzioni. Basta guardare la Red House, casa rossa che crea per l’amico William Morris a Bexleyheath, un anonimo villaggio nella contea del Kent a circa mezz’ora di treno da Londra come dono di nozze all’adorata moglie Jane, e che Rossetti definì una poesia piuttosto che una casa. Ed è vero, che non si può attraversare la soglia di quell’abitazione senza provare la sensazione di essere entrati in un altro mondo…

Red House, Bexleyheath,London. 2014 © Paola Cacciari
Red House, Bexleyheath,London. 2014 © Paola Cacciari

Con le sue torrette, soffitti con travi a vista e saloni medievali e immersa nel verde della campagna circostante, tra orti e frutteti, la Red House non era solo un esperimento architettonico o un saggio sulla decorazione d’interni che si allontanava volutamente dai modelli vittoriani, ma era anche e soprattutto un’esperienza di Comune artistica volute da un gruppo operativo dinamico formato da artisti eccentrici e socialmente impegnati che oltre a Jane (che si rivela essere una finissima ricamatrice) e William Morris comprendeva anche Dante Gabriele Rossetti e Lizzie Siddal, Edward Burne-Jones e la moglie Giorgiana, Charles Faulkner e le sue sorelle Lucy e Kate e Ford Madox Brown. Artisti uniti dalla volontà di creare un’impresa artigianale che, sulle orme delle antiche corporazioni medievali, potesse competere con le industrie sul piano della qualità e dei prezzi.

Il suo voler curare ogni particolare della costruzione fa si inevitabilmente che Webb costruisca davvero poco nella sua carriera, anche se quello che ci ha lasciato e’ squisito. Sue sono anche 1 Holland Park per il pittore Preraffaellita Valentine Cameron Prinsep  (noto come Val Prinsep) West House, Cheyne Row, in Chelsea. per l’artista George Price Boyce.

Fino al 24 Aprile 2016, Philip Webb 1831-1915 al Victoria ald Albert Museum

Gite fuori porta: Clandon Park

Approfittando di una visita ai (di lui) genitori nella verdissima contea del Surrey, io e la mia dolce metà abbiamo pensato di sfruttare la nostra tessera di soci del National Trust per visitare la tenuta di Clandon Park, non lontano dalla cittadina di Guildford.
Costruita attorno al 1730 circa per rimpiazzare un precedente palazzo di epoca elisabettiana, Clandon Park è il capolavoro dell’architetto italiano (pardon, veneziano!) Giacomo Leoni.

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Clandon Park, Surrey 2011©Nebbiadilondra
Sebbene non sia stato il primo ad importare in Inghilterra il vangelo di Palladio (che Inigo Jones era arrivato prima di lui, nel XVII) Leoni fu, insieme all’architetto Colen Campbell e all’aristocratico Lord Burlington (che oltre ad essere politico, musicista e mecenate era anche lui un valente architetto…) il motore del neopalladianesimo nella ‘perfida Albione’ dove rimpiazzò il Barocco come formula di rinnovamento del lessico architettonico utilizzato nell’antichità (grazie Wikipedia!).
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Clandon Park, Surrey 2011©Nebbiadilondra

 E Clandon Park è un capolavoro di esubertante semplicità avvolto in un sobrio involucro di mattoni rossi che mi ha fatto pensare agli esterni delle chiese bizantine. E come con le chiese bizantine la semplicità si ferma all’esterno, che l’interno è tutta una altra cosa…

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Clandon Park, Surrey 2011©Nebbiadilondra

E quando io e la mia dolce metà abbiamo messo piede nel gigantesco salone che costituisce (ehm… ) l’atrio, quasi ci è mancato il respiro che davvero non ci aspettavamo due piani di marmo bianco coronati da un arioso soffitto in stucco decorato modello torta di panna!!

Ed era una casa privata! Immaginate l’effetto sugli ospiti??

Fuori dagli itinearari turistici: The Red House

Dopo il suo matrimonio con la bellissima Jane Burden, figlia di uno stalliere e icona dei preraffaelliti,  William Morris aveva messo le mani in tasca e si era deciso a spendere una cifra considerevole della sua altrettanto considerevole ricchezza (anche i socialisti possono essere ricchi…) per farsi costruire dall’amico Philip Webb la casa dei suoi sogni, la Red House.
Dal 2002 nelle mani amorevoli del National Trust, la Casa Rossa (costruita in mattoni rossi da cui il nome) esiste ancora oggi nel sobborgo di Bexleyheath, nel Kent, ora un anonimo villaggio a quaranta minuti di treno da Londra, circondata dalle case dei pendolari che hanno colonizzato la campagna circostante e che fanno la spola quotidianamente con la Capitale, come un tempo aveva fatto William Morris.

Disegnata dall’architetto Philip Webb e dallo stesso Morris, la Casa Rossa rappresentava un nuovo approccio sia alla vita che al lavoro che si allontanava volutamente dai modelli vittoriani. Torrette, soffitti con travi a vista e saloni medievali rappresentavano quello che per Morris e i suoi amici – Dante Gabriele Rossetti e sua moglie Lizzie Siddal, Edward e Giorgiana Burne-Jones, Charles Faulkner e le sue sorelle Lucy e Kate, Ford Madox Brown che erano stati chiamati a partecipare al progetto di questa Comune artistica – costituiva l’idea di “architettura moderna.”

Ma lungi dall’essere solo un progetto architettonico e un luogo in cui si sperimentavano design innovativi, la Red House fu anche, e soprattutto, un’esperienza di vita per un gruppo di artisti eccentrici e impegnati. Che oltre a Dante Gabriele Rossetti, fondatore con Millais e Holman Hunt della Confraternita dei Preraffaelliti, Morris era legato a Edward Burne-Jones da una profonda amicizia che risaliva agli anni di Oxford.

The Red House, London. 2014© Paola Cacciari
The Red House, London. 2014© Paola Cacciari

Qui, conquistati dalle antiche storie di cavalieri narrate nella Morte d’Arthur di Malory e dalle poesie di Tennyson, avevano dipinto episodi del ciclo di re Artù sulle pareti della Debating Hall e, in una Oxford pervasa dal risveglio cristiano, avevano sognato di dare vita a novelle comunità monastiche. Red House, edificata sulla strada che i pellegrini percorrevano verso Canterbury, nella visione di Morris doveva diventare una sorta di Camelot dell’Ottocento, la residenza conviviale di una comunità di amici creativi impegnati a rinnovare il mondo con un progetto personale, politico e artistico.

William and Jane Morris The Red House, London. 2014© Paola Cacciari
William and Jane Morris The Red House, London. 2014© Paola Cacciari

Una casa grande per gli standard attuali, ma molto intima per quelli dell’epoca, con i mobili disegnati da Webb e dipinti da Rossetti decorati da motivi chauceriani e scene arturiane, mentre Jane, una finissima ricamatrice, e William creano tessuti e disegni che trasferiti poi su carta saranno la base per il glorioso progetto di carte da parati di Morris. Ned e Giorgiana Burne jones dovevano abitare in un’ala ampliata della casa, e anche Rossetti e Lizzie.

William Morris, photographed by Frederick Hollyer in 1884. Photograph © National Portrait Gallery
William Morris, photographed by Frederick Hollyer in 1884. Photograph © National Portrait Gallery
Ma i sogni non durano mai molto a lungo, neanche se il sognatore si chiama William Morris. E dopo soli cinque anni, nel 1865, Morris, stanco e affaticato per i continui viaggi a Londra (tre ore di treno ad andare e tre a tornare: non soprpende fosse stanco!) , sede della Firm, l’impresa artigiana fondata con Faulkner e Marshall, con la collaborazione di Burne-Jones, Madox Brown e Rossetti, è costretto a vendere la casa per ragioni finanziarie. Georgiana si ammala dopo la perdita di un figlio, Lizzie Siddal muore per una overdose di laudano e Rossetti, persa la testa per Jane, inizia con lei una relazione non solo artistica (anche se la dipingerà ossessivamente) che tormenterà Morris per anni.
Nonostante la dispersione di mobili e affreschi, la casa conserva tracce rilevanti dell’allegra brigata. Ed è perfetta per una gita fuori dagli itinerari turistici…
2014© Paola C. Cacciari

Red House Lane, Bexleyheath, DA6 8JF,
020 8304 9878. Info:  redhouse@nationaltrust.org.uk

Gite fuori porta: Windsor Castle

Quest’anno un turno fortunato al museo mi ha salvato dall’ennesimo week-end di Pasqua lavorativo. E allora, complice un sole del tutto inaspettato ne ho approfittato per saltare con la mia dolce meta’ su uno degli autobus della Green Line che partono da Victoria Station ogni ora e, in spirito con la gita fuori porta pasquale, sono andata a Windsor.

Windsor Castle, Windsor. 2014©Paola Cacciari
Windsor Castle, Windsor. 2014©Paola Cacciari

La cittadina di Windsor, a soli 34km circa da Londra nella contea del Berkshire, è deliziosa anche se piuttosto piccola e totalmente subordinata al turismo fornito dal Castello che, on i suoi circa  45.000 m²  è il più grande castello abitato del mondo – nonché quello abitato dal tempo più  lungo (risale infatti a Guglielmo il Conquistatore e fu costruito attorno al 1066). Con Buckingham Palace a Londra e Holyrood Palace a Edimburgo, è una delle principali residenze ufficiali della monarchia britannica. Pare che la Regina Elisabetta II vi trascorra molti weekend dell’anno, utilizzando il castello sia per eventi ufficiali che privati (grazie Wikipedia!).

Inutile dire che il Castello è di una bellezza strepitosa, decorato da meravigliosi quadri della Royal Collection, la magnifica collezione reale che, oltre a Windsor Castle adorna molte delle residenze reali britanniche, tra cui Hampton Court Palace, Buckingham Palace (insieme ad una moltitudine di arredi preziosi,  mobili,ceramiche,suppellettili varie, armature e via discorrendo…).

Windsor Castle, Windsor. 2014©Paola Cacciari
Windsor Castle, Windsor. 2014©Paola Cacciari

Attraversando il piccolo ponte pedonale sul Tamigi, da Windsor si arriva alla cittadina di Eton, famosa per il suo prestigioso college, la più esclusiva scuola superiore privata inglese. Nato per volere di Enrico VI nel 1440, con il nome di King’s College of Our Lady of Eton beside Windsor per istruire e preparare gli studenti per entrare alle Università di Oxford e Cambridge, l’Eton College è ancora adesso una scuola esclusivamente maschile. Alla faccia delle Suffragette e del femminismo…

Eton College. Eton, 2014©Paola Cacciari

Gli studenti, detti Etonians, di età compresa tra i 13 e i 18 anni, indossano una divisa formata da un completo giacca-pantalone nero con giacca a code, panciotto e collare rigido (una sorta di colletto tipico della fine del Novecento) e cravatta bianca – a meno che non si tratti dei King’s Scholars, 70 studenti, ammessi alla scuola attraverso borse di studio annuali. La divisa di questi ultimi differisce parzialmente da quella degli altri studenti, ma questa distinzione viene fatta principalmente per ricordare agli studenti in genere che i King’s Scholars sono lì per i loro meriti e non grazie al denaro delle famiglie che pagano l’esorbitante retta del collegio.

students in uniform at Eton College
students in uniform at Eton College

Gite fuori porta: Chartwell

Da lui acquistata per la magnifica vista sulle colline del Kent, Chartwell fu la residenza di Sir Winston Churchill dal 1924 fino alla sua morte. Le stanza sono rimaste a tutt’oggi perlopiù com’erano durante la sua permanenza,  con quadri, libri e ricordi personali che evocano l’eccezionale carriera e i vari interessi di questo incredibile personaggio. Per gli amanti della storia (e di un pic-nic all’aria aperta…).

Chartwell, panorama. 2010©Nebbiadilondra
L’orto e il giardino. 2010©Nebbiadilondra

Lo studio di Winston Churchill ©NTPL / Andreas von Einsiedel

Sala da pranzo a Chartwell ©NTPL / Andreas von Einsiedel

Direzioni: in treno da Victoria Station a Bromley South, bus 246 fino a Chartwell.

www.National Trust.org.uk