What’s in a Coffee? — Front of House Museums

This sector is rife with under pay, paying a head of coffee £40,000 is not the problem. The sector is the problem.

via What’s in a Coffee? — Front of House Museums

And So To Bed

Il CODV 19 secondo Samuel Pepys (e secondo Claudia di London SE4 🙂 )

London SE4

Samuel Pepys CoronavirusNon so bene cosa dire di questo 2020.

Il tempo atmosferico è alquanto anomalo, con primavera nettamente anticipata (il viali di SE4 sono tutti in fiore). Al tempo stesso, ho perso il conto di quante tempeste con nomi astrusi ho avuto a che fare nelle ultime settimane. Pioggia, vento e ombrelli rotti.

E poi c’è un virus nuovo, CODV 19, che viene dalla Cina e terrorizza l’Europa. 

Abbiamo avuto il primo caso ufficiale londinese proprio qui vicino. La paziente non è rimasta a casa, non ha telefonato al numero 111, ma ha chiamato un Uber e si è fatta portare al pronto soccorso! 

C’è stato anche un “super-untore” (o super-diffusore, come lo etichettano gli italiani), sopravvissuto al virus, che lo ha sparpagliato, ignaro, qua e là, anche nelle alpi francesi, fino a Maiorca. La sua faccia è finita in prima pagina: unica colpa, quella di essere andato ad…

View original post 708 altre parole

Il mito di Troia colpisce ancora

«Cantami, o Diva, del pelide Achille
l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
generose travolse alme d’eroi,
e di cani e d’augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l’alto consiglio s’adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de’ prodi Atride e il divo Achille.»

Sono passati molti anni dalle lezioni di Epica alle scuole medie, ma il proemio dell’Iliade ancora me lo ricordo. L’Iliade, il poema della guerra di Troia una storia di violenza, gelosia, inganno e stupido orgoglio: con questi ingredienti non sorprende che il poema di Omero sia ancora attuale! Era pertanto solo questione di tempo prima che il British Museum ci facesse sopra una mostra.

The wounded Achilles, 1825. British Museum, Troy exhibition. London 2020 ©Paola Cacciari
The wounded Achilles, 1825. British Museum, Troy exhibition. London 2020 ©Paola Cacciari

Come tutte le strie che si rispettino, si comincia dall’inizio, dalle nozze di Teti e Peleo, al ratto di Elena, rapita al marito Menelao perchè Venere aveva promesso a Paride l’amore della donna più bella del mondo se le avesse dato il pomo d’oro, prima di passare alla discordia e dalla guerra, per arrivare poi all‘ira di Achille. Che l’Iliade non tratta, come si presumerebbe dal titolo, dell’intera guerra di Ilio (Troia), ma di un singolo episodio di questa guerra che copre l’arco di 51 giorni, l’ira di Achille (causata dal fatto Agamennone avesse deciso di prendere per se stesso la sua schiava, Briseide ferendo Achille nell’orgoglio-nessuno naturalemnete aveva chiesto l’opinione di Briseide…). Ne segue una colossale battaglia tra greci e troiani nel quale Achille viene ucciso (non prima di aver vendicato l’amico Patroclo morto per mano di Ettore), ma Troia capitola solo grazie all’inganno del cavallo escogitato dallo scaltro Odisseo.

Red-figure jar, c480-470BC Odysseus, strapped to the mast, sails past the Sirens. Photograph British Museum
Red-figure jar, c480-470BC Odysseus, strapped to the mast, sails past the Sirens. Photograph British Museum

Ma quando i greci vittoriosi decidono di intraprendere il lungo viaggio di ritorno, cominciano i guai, e comunque questa è un’altra storia, l‘Odissea. Naturalmente non mancano episodi dall’Odissea, che in fondo le avventure di Ulisse e C. costretti a vagare per vent’anni per il Mediterarrneo in balia di dispettosi dei, forniscono una ricchissima fonte di immagini ampiamente utilizzate per la decorazione di vasi a figure rosse come questo qui sotto che mostra Ulisse (nome latino) che, dopo aver tappato le orecchie ai compagni, si fa legare all’albero maestro della nave per udire il canto delle sirene – un canto che  uccide tutti coloro che lo ascoltano.

Con il Rinascimento e la riscoperta della letteratura classica, le vicende della guerra di Troia come l’episodio del cavallo e la fuga di Enea dalla città in fiamme con il padre Anchise sulle spalle) diventano particolarmente popolari nelle mani di maiolicari come Francesco Xanto Avelli da Urbino,

 

mentre in pieno Neoclassicismo il pittore George Romney contemporaneo del piu’ noto Heinrich Füssli, immortalerà la famosa bellezza di Emma Lady Hamilton, dipingendola nei panni di Cassandra, sfortunata figlia di Priamo e che ebbe da Apollo la facoltà della preveggenza, ma che per il fatto di prevedere terribili sventure, era invisa a molti.

 

 

George Romney, Lady Hamilton as Cassandra
c.1785–6. Tate.

 

Ma l’interesse per Troia resta, e nel 1871 l’archeologo dilettante tedesco Heinrich Schliemann (1822-1890), seguendo le indicazioni e le descrizioni dei testi omerici, credette di trovarla in Anatolia, sulla sponda asiatica dello Stretto dei Dardanelli. I suoi scavi si concentrarono sulla collina di Hissarlik, dove era avvenuto un precedente scavo archeologico della scuola francese guidata da Calvert, poi interrotto per mancanza di fondi. Qui si trovò di fronte a più strati, che corrispondevano a differenti periodi della storia di Troia. Arrivato al secondo strato (a partire dal basso), aiutato solo dalla moglie, la greca Sophia Engastromenou, riportò alla luce un immenso tesoro e pensò di aver scoperto il leggendario tesoro di Priamo che il Re di Troia aveva nascosto prima della distruzione della città e che era narrato nell’Iliade.

Sophia Schielmann wearing Helen's jewels. British Museum, Troy exhibition. London 2020 ©Paola Cacciari
Sophia Schielmann wearing Helen’s jewels. British Museum, Troy exhibition. London 2020 ©Paola Cacciari

Inutile dire che queste scoperte scatenarono un vera e propria mania per la mitica città e il suo altrettanto mitico passato. Poco importava che Schliemann avesse in realtà trovato qualcosa di molto più antico che i suoi ritrovamenti risalivano infatti a un periodo precedente a quello della Troia omerica, collocata intorno al XIII secolo a.C. (la città narrata nei poemi omerici era collocata al settimo strato).

Ora come allora la storia di Achille, Ettore, Elena e Cassandra, di Enea ed e compagni continua ad affascinare e, a giudicare dalle centinaia di persone che hanno visitato questa mostra, a treceno anni di distanza siamo ancora vittime del suo incantesimo.

2020 ©Paola Cacciari

Londra// fino all’8 Marzo 2020

Troy: Myth and Reality @ British Museum, London,

Cappella Sistina, in mostra gli arazzi degli Atti degli Apostoli di Raffaello — Uozzart

In occasione delle celebrazioni per il V centenario della morte di Raffaello, sino al 23 febbraio 2020 la Cappella Sistina sarà magnificamente adorna dei preziosi arazzi degli Atti degli Apostoli realizzati su cartoni di Raffaello In occasione delle celebrazioni per il V centenario della morte di Raffaello Sanzio (Urbino 1483-Roma 1520), sino al 23 febbraio…

via Cappella Sistina, in mostra gli arazzi degli Atti degli Apostoli di Raffaello — Uozzart

altri musei: Science Gallery London

Sullo spirito del proposito numero due del nuovo anno, cioè di allargare i miei orizzonti museali e visitare almeno alcuni altri dei musei di Londra che ce ne sono 50 ed io giro sempre tra gli stessi, durante il mio giorno libero sono andata alla Science Gallery London.

Inaugurata il 21 Settembre 2018 nella sede di London Bridge del King’s College, la galleria esplora le connessioni tra arte, scienza e salute. Inutile dire che non ne avevo mai sentito parlare fino a quando il nostro nuovo Capo di Dipartimento al Museo, che ne è stato il direttore (è un neuroscienziato) non ce ne ha parlato.
A differenza dello Science Museum di South Kensington, la Science Gallery non ha una collezione permanente; piuttosto offre un programma che riunisce ricercatori scientifici, studenti, comunità locali e artisti, in modo spesso innovativo. Ogni anno la galleria offre tre stagioni a tema che includono mostre, eventi, spettacoli, esperimenti dal vivo, discussioni aperte e festival, il tutto unito da un serio impegno scientifico.
La Science Gallery London fa parte del Global Science Gallery Network – che vedrà l’apertura o lo sviluppo di otto gallerie entro il 2020, collegando così ricercatori del King’s College London alle gallerie di tutto il mondo. Ogni Science Gallery (che ce ne sono già diverse da Dublino a Venezia a Melbourne) fornirà alla sua città natale una piattaforma per la ricerca e la sperimentazione dal vivo, nella speranza di ispirare le nuove generazioni di pensatori creativi.Ci sono molte organizzazioni culturali in tutto il mondo che lavorano per ispirare e coinvolgere le persone con un programma che fonde scienza, arte e tecnologia.

L’ingresso è gratuito, essendo Il progetto generosamente sostenuto da importanti finanziatori, tra cui la Wellcome Trust e Guy’s and St Thomas’s Charity. Ulteriori introiti ricavati dal noleggio dello spazio per eventi privati, caffè, negozi e locali, insieme a raccolta fondi e sponsorizzazioni, sono entrate extra per il museo.

Science Gallery London www.sciencegallery.com

2020 ©Paola Cacciari

Pillole di bellezza: Swan Lake – Coda from the Black Swan pas de deux in Act III (The Royal Ballet)

Marianela Nuñez nei panni del Cigno Nero Odile, e Vadim Muntagirov in quelli del principe Siegfried in questo spettacolare Pas-de-deux  nel III atto del Lago dei Cigni di Marius Petipa e Lev Ivanov, nella nuova produzione del coreografo britannico Liam Scarlett.

L’ansia del post Brexit ecessita piu’ che mai di una buona overdose di bellezza…

Good Omens (miniserie televisiva)

Non mi piace il Fantasy, a meno che non sia quello di Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch,  scritto a quattro mani da Terry Pratchet (1948-2015) e Neil Gaiman  e pubblicato nel 1990 (e che in italiano è stato tradotto nel 2007 con il titolo di Buona Apocalisse a tutti! ).

Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. Le armate del Bene e del Male si stanno ammassando e i Quattro Motociclisti dell’Apocalisse stanno scaldando i loro poderosi motori, pronti a lanciarsi per strada. Gli animi si surriscaldano e tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che Azraphel, un angelo che ama il cibo, il libri e l’arte e Crowley, un demone che apprezza la bella vita e le auto veloci e che, avendo trascorso parecchi millenni tra i mortali sulla Terra si sono affezionati ad usi e costumi umani, e hanno intrecciato una sorta di insolita amicizia, non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell’incombente catastrofe cosmica. E allora decidono di mettersi all’opera per uccidere l’Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo) e far si’ che la profezia non si compia. Ma c’è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro…

Ora finalmente la serie TV è arrivata sulla BBC. Ed è fantastica!  

Sfida all’ultimo museo…

Il secondo proposito per l’anno nuovo è visitare alcuni dei musei di Londra in cui non ho ancora messo piede, una sfida notevole visto che se vogliamo credere a Wikipedia, nell’intera area della Greater London ce ne sono circa 250 tra grandi, meno grandi, piccoli e minuscoli, pubblici e privati. So già che fallirò miseramente ma vale la pena provare…

La lista completa (o quasi) dei musei di Londra la trovate qui  😁

Pillole di bellezza Romeo and Juliet – Dance of the Knights (The Royal Ballet)

Romeo and Juliet – Dance of the Knights (The Royal Ballet)

La Danza dei Cavalieri e’ uno dei pezzi forti del balletto di Kenneth MacMillan, creato nel 1965 per il Royal Ballet di Londra. Non mi stancherei mai di guardarlo. Ogni volta mi vengono i brividi…

Lucian Freud allo specchio: gli autoritratti @ Royal Academy

Affascinante e inquietanate: la pittura di Lucian Freud (1922-2011) mi attira e allo stesso tempo mi fa stare male. La trovo affascinante per il tempo e la cura meticolosa che Freud impiega nel riprodurre ogni vena, ogni neo, ogni ruga del viso, ogni piega della pelle, ma inquietante per la crudele onestà con cui rende il corpo mano, anche quello giovane e bello della mia (allora) collega Ria.

Ero curiosa di vedere se sarebbe stato altrettanto spietato anche verso se stesso. Ho visto alcuni dei suoi autoritratti e sapevo che quello sarebbe stato il caso. Ma trovarsi faccia a faccia con quella sua spietata oggettività rivolta verso se stesso mi ha lasciato ugualmente a bocca aperta.

Freud disse una volta che “non tutti vogliono essere così onesti con se stessi” e questa è la vera crudeltà della sua opera e il grande pregio di questa mostra della National Portrait Gallery.

Lucien Freud Sel Portrait 1985. Private collection. On loan to the Irish Museum of Modern Art, IMMA Collection Freud Project 2016-2021 © The Lucian Freud Archive Bridgeman Images.
Lucien Freud Sel Portrait 1985. Private collection. On loan to the Irish Museum of Modern Art, IMMA Collection Freud Project 2016-2021 © The Lucian Freud Archive Bridgeman Images.

Con la brutale lente d’ingrandimento del suo spietato realismo volta verso sé stesso, Freud ci costringe ad ammette che ha ragione lui e che non tutti vogliono o possono essere così onesti nell’esaminare la loro fragile umanità, che per alcuni ciò che vedrebbero se si guardassero allo specchio, se davvero si guardassero, non sarebbe accettabile. Lui invece dipinge proprio la verità che non tutti vogliono vedere, e forse proprio questa è la cosa che rende la sua arte così incredibilmente bella.

2019©Paola Cacciari

Londra//fino al 26 Gennaio 2020

Lucian Freud: The Self-portraits