Esplorando i fiumi segreti di Londra

Ed io che pensavo che ci fosse solo il Tamigi! Ma no, ce n’erano molti altri, di fiumi e fiumicelli a Londra che sfociavano nel fiume che attraversa la capitale. Fiumi che sono scomparsi nel tempo, sacrificati all’espasione della città e coperti per essere trasformati in fogne. E se il Tamigi è certamente quello più famoso e il suo ruolo nello sviluppo della capitale è ben documentato, quello che si conosce degli altri, dei meno noti Walbrook, Wandle, Fleet, Lea e Neckinger, ce lo raccontano artefatti restituiteci dal fango e deposti sulle rive. E naturalmente la  topografia della città, che conserva il loro ricordo negli schemi stradali, nei nomi di luoghi (Peckham, Westbourne Park, Fleet Street), nella letteratura e nell’arte e dalle macerie dei santuari romani e le offerte di asce preistoriche, spade medievali e punte di lancia dell’età del bronzo, che suggeriscono che per i nostri antenati i corsi d’acqua erano certamente molto più sacri di quanto non lo fossero nella cosiddetta epoca moderna (dal XVIII ai nostri giorni).

Jason Lawson Stewart 'Jacob's Island, Rotherhithe' (1887) © Museum of London

La storia di Londra è legata in modo indissolubile ai suoi fiumi, che oltre a  commercio e prosperità, hanno portato anche invasione e pestilenza come ci racconta la mostra al Museum of London Docklands, dal titolo (appunto) Secret Rivers. È un’opportunità imperdibile per saperne di più su questi misteriosi affluenti del Tamigi. 

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Londra//fino al 27 Ottobre 2019

Secret Rivers @ Museum of London Docklands

www.museumoflondon.org.uk

2019 © Paola Cacciari

Canary Wharf e Museum of London Docklands

Indecisi sul come trascorrere il nostro pomeriggio, io e “la mia dolce metà” ci siamo avventurati in direzione Greenwich con l’idea di andare a visitare il National Marittime Museum e avere così una scusa per fare un giro sulla Docklands Light Railway (DLR), un trenino sopraelevato inaugurato nel 1987 che parte da Bank e si ramifica ad Est, Nord e Sud Londra e che pare uscito da un Luna Park. Ma invece di finire al National Maritime Museum, ci siamo fermati a Canary Wharf.

Oltre ad essere un importante centre finanziario sviluppato a partire dagli anni Ottanta nella vecchia zona portuale dell’Isle of Dogs (che, a dispetto del nome, non è un’isola), Canary Wharf è un luogo estremamente affascinante. Almeno per me…

Canary Wharf vista dal Tamigi. Londra 2011© Paola Cacciari
Canary Wharf vista dal Tamigi. Londra 2011© Paola Cacciari

Stando a Wikipedia, Canary Wharf prese il nome dai commerci marittimi che si svolgevano con le Isole Canarie o forse dalla grande quantità di cani selvatici che gli spagnoli vi trovarono al momento della scoperta. Vero o no, il mistero non fa che aumetare il fascino di questa ex-zona portuale.
Quando negli anni sessanta, le fortune del porto di Londra iniziarono a declinare, a qualcuno venne in mente di trasformare le otto miglia quadrate (21 km²) di aree portuali dismesse per adibirle a zona commerciale e ad area residenziale. Il progetto iniziò nel 1981, con l’istituzione della London Docklands Development Corporation da parte del governo di MargaretThatcher.  Ma il nome London Docklands venne usato per la prima volta in un rapporto del governo sul piano di ricostruzione del 1971. All’inizio i piani di riqualificazione furono indirizzati all’insediamento dell’industria leggera e una compagnia di produzioni televisive, la Limehouse Studios, divenne il maggiore occupante di Canary Wharf.

Da allora le cose sono cambiate non poco e al giorno d’oggi  Canary Wharf  è  abitato da banche (Credit Suisse, HSBC, Citigroup, Morgan Stanley, Bank of America e Barclays solo per fare alcuni nomi…) e prestigiosi quotidiani come The Telegraph, The Independent, e (vabbè…nessuno  è perfetto…) il Daily Mirror, oltre a società del settore pubblico tra cui la Financial Services Authority, il LOCOG (comitato organizzatore delle olimpiadi di Londra 2012) e la The Olympic Delivery Authority

Museum of London Docklands © Paola Cacciari
Museum Of London Docklands. London 2011 ©Paola Cacciari

Nascosto all’ombra della torre di vetro e acciaio di Canary Wharf sulla Isle of Dogs, c’è  anche il Museum of London Docklands, ospitato in un ex-deposito per lo zucchero costruito nel 1802, che racconta l’affascinante storia del Tamigi e del Porto di Londra, i Docklands. Su tre piani, la collezione del Museum of London Docklands va da oggetti e artefatti storici, modelli in scala, fotografie e dipinti, oltre a numerosi video e attività per adulti e bambini. C’è anche una sezione estremamente interessante anche se alquanto inquietante, sulla tratta degli schiavi e sulla sua storia, dagli inizi alla sua abolizione che in Gran Bretagna avvenne nel 1833 (negli Stati Uniti fu nel 1865).Organizza sempre mostre molto interessanti che hanno a che fare con la storia di Londra e del grande fiume che ha fatto la sua fortuna. L’entrata è libera e ne vale davvero la pena.

Museum of London Docklands West India Quay, Hertsmere Road London E14 4AL www.museumoflondon.org.uk/docklands

2011 ©Paola Cacciari

Museum of London Docklands

Museum of London Docklands

Dall’Isola del Tesoro ai Pirati dei Caraibi, da Adam Ant a Johnny Deep: la figura del pirata ha ancora un certo fascino.
Tanto che il Museum of London Docklands (nell’East End di Londra, ricavato in un vecchio magazzino nascosto all’ombra della torre di vetro e acciaio di Canary Wharf) ci ha persino organizzato una mostra chiamata opportunamente: Pirates: The Captain Kidd Story. Una mostra che, naturalmente io e la mia dolce metà, nella nostra ultra-quarantenne maturità, ci siamo precipitati a vedere di corsa…
Nato in Scozia nel 1645, William Kidd fu uno dei più famosi pirati della storia, anche se (come molti) nizialmente fu incaricato di combattere contro i pirati, ma (come molti) fini’ col darsi lui stesso alla pirateria, fu catturato e giustiziato a Londra nel 1701 davanti ad una folla immensa.

E se la mostra è davvero molto interessante, il resto del museo è una vera chicca, assolutamente imperdibile per chi ama la storia di Londra e del grande fiume che ha fatto la sua fortuna. Su tre piani, la collezione del Museum of London Docklands va da oggetti e artefatti storici, modelli in scala, fotografie e dipinti, oltre a numerosi video e attività per adulti e bambini. C’è anche una sezione estremamente istruttiva nella sua crudezza sulla tratta degli schiavi e sulla sua storia – dagli inizi all’abolizionismo.Organizza sempre mostre molto interessanti che hanno a che fare con la storia di Londra e del grande fiume che ha fatto la sua fortuna. L’entrata è libera.

 Museum of London Docklands
West India Quay, Canary Wharf, 

London E14 4AL

Metropolitana o DLR,  fermata Canary Wharf

I pirati dell’East End

Da L’Isola del tesoro ai Pirati dei Caraibi, da Adam Ant a Johnny Deep: fare il pirata ha ancora un certo fascino. Tanto che il Museum of London Docklands (nell’East End di Londra, ricavato in un vecchio magazzino nascosco all’ombra della torre di vetro e acciaio di Canary Wharf) ci ha persino organizzato una mostra chiamata opportunamente: Pirates: The Captain Kidd Story. Che io e la mia dolce metà, nella nostra ultra-quarantenne maturità, ci siamo precipitati a vedere di corsa…   E ci siamo pure divertiti un sacco! Che non solo la mostra è davvero molto interessante, ma tutto il museo è una vera chicca assolutamente imperdibile per chi ama la storia di Londra e del grande fiume che ha fatto la sua fortuna.

Museum Of London Docklands. London 2018 ©Paola Cacciari
Museum Of London Docklands. London 2011 ©Paola Cacciari

Nell’East End, molti edifici originali furono demoliti per far posto alla costruzione dei porto di Londra; il resto fu distrutto dalle bombe tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale. Un tempo parte del Porto di Londra, il più grande complesso portuale del mondo, negli anni Ottanta i docks  furono ristrutturati e adibiti a zona commerciale e ad area residenziale (grazie Wikipedia! ).

Canary Wharf from the Thames Walk, 2011© Paola Cacciari
I quartieri limitrofi come Wapping, Rotherhithe e Limehouse subirono una simile sorte. Abitata da marinai, carpentieri, costruttori di navi, fabbri, e via di seguito, Wapping era anche la sede dell’Execution Dock, il luogo in cui i pirati (ed altri criminali di stampo marittimo) venivano impiccati. Uh! E a quel punto, parecchio stanchini dalla camminata, io e la mia dolce metà ci fermiamo a Wapping per una birretta fresca in uno dei vecchi pub del lungofiume, il Prospect of Whitby.
Prospect of Whitby. London. 2011© Paola Cacciari

Noto come Taverna del Diavolo, a causa della sua dubbia reputazione, ma  ufficialmente chiamato “The Pelican”, The Prospect of Whitby è (o dice di essere) il luogo ove sorge la più antica taverna sul fiume, databile intorno al 1520. Qui si incontravano marinai e i contrabbandieri e da qui Sir Hugh Willoughby partì da qui nel 1553 con tre navi appartenenti alla Company of Merchant Adventurers to New Lands, (poi diventata la Muscova Company o Muscovy Trading Company) alla ricerca di un passaggio a Nord-Est. Willoughby, che sfortunatamente non aveva alcuna esperienza di navigazione, attraversò il mare di Barents raggiungendo Novaja Zemlja, prima di decidere a tornare a sud verso la Scandinavia. Sfortunatamente la sua nave rimase intrappolata fra i ghiacci della penisola di Kola. Il gelo russo colse totalmente impreparati Willoughby ed il suo equipaggio, che morirono tutti assiderati. Furono ritrovati solo nel 1554 da alcuni perscatori russi.

St Katharine Docks, London. 2011©Paola Cacciari
St Katharine Docks, London. 2011©Paola Cacciari

Rinfracati dalla pausa, abbiamo ripreso la nostra marcia, terminando la nostra passeggiata al St Katharine Docks, vicino al Tower Bridge e alla Torre di Londra, inattivo come porto dal 1968 ma attivissimo come attracco per gli yachts dei ricconi e centro commerciale.

Da lì ci siamo poi trascinati alla metropolitana di Tower Hill, dove ci siamo accasciati sui sedili del treno che ci ha riportato a casa…
Dura la vita del turista culturale! 😉
2011©Paola Cacciari