Il Museo di Sherlock Holmes, Londra e le sue particolarità

Da sempre adoro Sherlock Holmes, il più famoso “londinese” che non è mai esistito. Ma ammetto che, nonostante quasi vent’anni di permanenza nella Capitale, non sono anora andata a visitare il Museo a lui dedicato. Fortuna che ci ha pensato 50 Sfumature di Viaggio a colmare questa mia lacuna. Almeno per il momento… Buona lettura!

Hamlet @ Harold Pinter Theatre (Almeida Transfer)

Come dice il mio bravissimo Rory di All Theatre Reviews, Amleto non ha bisogno di presentazioni. Se poi oltre al genio di Shakespeare si unisce il fatto che a vestire i panni del nevrotico Principe di Danimarca c’era Andrew Scott, il terribile Jim Moriarty nemesi dello Sherlock interpretato da Benedict Cumberbatch, si capisce che la combinazione era troppo golosa per lasciarsela scappare. Un’esperienza che neppure i biglietti economici a sole £15 sterline che io e la mia dolce meta’ siamo riusciti ad assicurarci ha diminuito. Ode al West Est! To be or not to be…

All Theatre Reviews

Hamlet @ Harold Pinter Theatre

Monday 19/06/17

Cast Includes Andrew Scott, Juliet Stevenson and Angus Wright

Running Time: 3 hours 30 mins, inc. Interval and ‘Pause’

 

Hamlet needs no introduction. As Shakespeare’s longest work, and yet one of those most appealing to actors, it has recently been frequently revived in the West End – the past few years have seen David Tennant and Benedict Cumberbatch both take on the part. It is Cumberbatch’s Sherlock co-star Andrew Scott who takes on the role in this production that has transferred from the Almeida with direction by Robert Icke.

One of the first and most major things to comment on is Scott’s central performance, which is truly amazing. He makes the verse sound fresh and spontaneous, giving the piece a true vitality throughout, with each major speech being made his own. He also manages to inject a lot of humour in the…

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Sherlock Holmes, il più famoso londinese che non è mai vissuto.

Quando si pensa ad un detective privato abbondano gli stereotipi. Impeccabilmente vestito come Hercule Poirot; dall’aria un po’ trasandata e sognante come Ellery Queen; sportivo e con la Ferrari come Magnum PI, o corpulento come Nero Wolfe. Eppoi c’è lui,  Sherlock Holmes, IL detective per eccellenza, con il suo capootto di tweed, il cappello e la pipa.

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Colpa dell’illustratore Sidney Paget (1860-1908) che lo ha disegnato così, con l’inconfondibile deerstalker e l’Inverness cape (dettagli mai menzionati da Conan Doyle), trasformando così un personaggio della letteratura gialla in un’icona, la cui fama ha di gran lunga superato quella del suo stesso creatore. Che Sherlock Holmes è il londinese mai esistito più famoso del mondo: tant’è vero che al 221b di Baker street c’è persino il museo della casa in cui non ha mai abitato. Totto questo non sorprende: il personaggio di Holmes è cosi’ reale che a volte è difficile pensare che sia nato dell’immaginazione di Arthur Conan Doyle (1859-1930).

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E allora non bisogna perdere Sherlock Holmes, the man who never lived and will never die, una vera e propria chicca di mostra al Museum of London prima che chiuda il mese prossimo. Una mostra che cerca di risolvere un mistero irrisolvibile: il segreto dell’intramontabile popolarità del nostro detective.

Vedere i manoscritti autografi di Conan Doyle, fogli di carta imbrunita, coperti della sua calligrafia ferma e ordinata (era una medico dopo tutto…) è emozionante: è come risalire all’origine di un antico mito. Non mancano dipinti, illustrazioni e un’interminabile sequenza di fotografie di Londra nella parte centrale della mostre che aiutano a immaginare l’atmosfera tardo-vittoriana in cui il si muoveva nostro eroe.

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E anche la transizione dalle pagine dei libri al piccolo schermo è opportunamente analizzata, con numerosi spezzoni di film e telefilm di ogni epoca e da cui non poteva mancare il più famoso Sherlock dei nostri giorni, Benedict Cumberbatch, la cui sciarpa blu e il cappotto Belstaff di tweed sono stati opportunamente venerati dalla sottoscritta…

Londra//fino al 12 Aprile 2015

Museum of London

museumoflondon.org.uk/london-wall/